LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1176 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 18 di 23

Altri anni per Art. 1176 Codice Civile

Responsabilità consulente tecnico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3917/2024, ha cassato la sentenza d'appello che escludeva la responsabilità consulente tecnico per una perizia negligente in un caso di omicidio. La Corte ha stabilito che il consulente del PM risponde direttamente dei danni verso le parti, anche per colpa lieve, e deve analizzare tutti i reperti inclusi nel suo mandato, indipendentemente dal loro formale sequestro. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Responsabilità professionale per stima errata: il caso
Un istituto di credito ha citato in giudizio un ingegnere per una perizia immobiliare errata, causata da uno scambio fraudolento di immobili da parte dei mutuatari. La Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, rigettando il ricorso della banca. È stata esclusa la responsabilità professionale del tecnico, in quanto la sua valutazione si basava sui documenti forniti dalla stessa banca e l'evento è stato qualificato come caso fortuito. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
Continua »
Incarico professionale nullo: senza albo niente compenso
Un committente aveva affidato a un ingegnere uno studio di fattibilità per un complesso immobiliare. Sorta una controversia sul pagamento, il caso è giunto in Cassazione. La Corte ha stabilito che l'incarico professionale è nullo se il tecnico non è iscritto al relativo albo professionale. Tale nullità, essendo assoluta e rilevabile d'ufficio in ogni fase del giudizio, impedisce al professionista di pretendere qualsiasi compenso per l'attività svolta, anche se ha collaborato con altri tecnici iscritti.
Continua »
Responsabilità commercialista: quando è tenuto al risarcimento
Un imprenditore ha citato in giudizio il proprio commercialista per inadempimento professionale, a causa dell'omessa presentazione di una dichiarazione dei redditi e di errori in un'altra, che hanno portato all'emissione di una cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del professionista al risarcimento del danno, rigettando il suo ricorso. La sentenza chiarisce che la responsabilità commercialista sussiste in quanto l'incarico di predisporre una dichiarazione fiscale include implicitamente anche l'obbligo del suo invio telematico. Inoltre, ha precisato che il cliente non è tenuto a intraprendere azioni legali onerose per mitigare il danno subito.
Continua »
Responsabilità notaio: visure ventennali sufficienti?
In un caso di compravendita immobiliare viziata da un pignoramento non rilevato, la Corte di Cassazione esamina la responsabilità del notaio. Pur essendo prassi comune limitare le visure ipotecarie a 20 anni, la Corte ha ritenuto che la presenza di indizi su titoli di provenienza più antichi possa imporre al professionista un obbligo di maggiore diligenza. Riconoscendo la questione come di "particolare rilevanza", ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora definire il merito della controversia.
Continua »
Vacanza rovinata: rinuncia al ricorso e spese legali
Una coppia in viaggio di nozze si trova con l'albergo prenotato chiuso e vive una serie di disagi. Dopo una vittoria in primo grado per il risarcimento del danno da vacanza rovinata, la decisione viene ribaltata in appello. Giunti in Cassazione, i coniugi raggiungono un accordo con l'agenzia di viaggi e rinunciano al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il processo e, in virtù dell'esito alterno dei precedenti giudizi, compensa le spese legali tra le parti.
Continua »
Azione revocatoria credito: la tutela non viene meno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3302/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di azione revocatoria credito. Un creditore, che ottiene il trasferimento coattivo di un immobile a soddisfazione del suo credito, non perde il diritto di agire in revocatoria se il bene è gravato da ipoteche che ne impediscono la piena soddisfazione. La Corte ha chiarito che il credito non può considerarsi estinto fino a quando l'immobile non viene liberato dai pesi ipotecari, legittimando così l'azione del creditore per rendere inefficaci le ipoteche costituite in suo danno.
Continua »
Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
Un conduttore ha impugnato con un regolamento di competenza un'ordinanza cautelare relativa a una procedura di sfratto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale strumento è precluso contro provvedimenti non definitivi come quelli cautelari. La Corte ha inoltre sanzionato il ricorrente per lite temeraria, condannandolo a un risarcimento del danno per aver abusato dello strumento processuale, ignorando una giurisprudenza consolidata.
Continua »
Prescrizione risarcimento: quando inizia a decorrere?
Una società chiede il risarcimento danni alla Pubblica Amministrazione per aver fatto affidamento su titoli edilizi poi annullati. La Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando la richiesta in quanto tardiva. La Corte stabilisce un principio chiave sulla prescrizione risarcimento: il termine quinquennale inizia a decorrere non dalla fine di tutte le vicende giudiziarie, ma dal momento in cui il danno si manifesta ed è oggettivamente percepibile dal danneggiato, ovvero dalla data di annullamento dei titoli edilizi.
Continua »
Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
Un cliente, pur essendo stato assolto in un processo penale, ha citato in giudizio il proprio avvocato chiedendo un risarcimento per negligenza professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando un principio fondamentale in materia di responsabilità professionale avvocato: non è sufficiente dimostrare l'errore del legale, ma è necessario provare che una diversa condotta avrebbe portato a un risultato più favorevole, dimostrando così il nesso causale e il danno subito come perdita di chance.
Continua »
Bonifico domiciliato: quando la banca non è responsabile
Una società ordinava un bonifico domiciliato per pagare un creditore. L'istituto di pagamento erogava la somma a un truffatore che presentava un documento falso ma possedeva il codice fiscale e la password corretti. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'istituto, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale verificando gli elementi a sua disposizione, e ha chiarito che il bonifico domiciliato non è assimilabile a un assegno.
Continua »
Bonifico domiciliato: responsabilità per pagamento errato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2112/2024, ha chiarito il regime di responsabilità dell'istituto di pagamento in caso di un bonifico domiciliato incassato da un truffatore. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme sull'assegno non trasferibile, inquadrando l'operazione come un mandato. La responsabilità dell'intermediario non è oggettiva, ma va valutata secondo il criterio della diligenza professionale (art. 1176 c.c.). Se l'istituto dimostra di aver verificato con diligenza il documento d'identità, il codice fiscale e la password forniti dal presentatore, non è tenuto al risarcimento, anche se il documento si rivela falso e il pagamento è stato effettuato alla persona sbagliata.
Continua »
Bonifico domiciliato: la diligenza della banca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2110/2024, ha stabilito i confini della responsabilità dell'istituto di pagamento in caso di un bonifico domiciliato pagato a un truffatore. Se l'istituto dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando il documento d'identità (anche uno solo), il codice fiscale e la password forniti dall'ordinante, non è responsabile per l'erroneo pagamento. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme più severe previste per gli assegni non trasferibili, inquadrando il bonifico domiciliato nell'ambito del mandato e della delegazione di pagamento, regolati dalle norme generali sulla diligenza contrattuale.
Continua »
Bonifico domiciliato: quando la banca non è colpevole
Una società assicuratrice disponeva un bonifico domiciliato a favore di una sua creditrice. Un impostore, presentatosi allo sportello con un documento d'identità (presumibilmente falso ma apparentemente valido), il codice fiscale e la password corretta, incassava la somma. La società disponente, costretta a pagare una seconda volta la vera creditrice, citava in giudizio l'istituto di pagamento per inadempimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a differenza dell'assegno non trasferibile, il bonifico domiciliato è regolato dalle norme sul mandato. Di conseguenza, l'istituto di pagamento non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, identificando chi si presenta all'incasso tramite la verifica del documento, del codice fiscale e della password fornita dal disponente, anche senza conservarne una copia.
Continua »
Pagamento a persona sbagliata: la diligenza della banca
Un'impresa di assicurazioni dispone un 'bonifico domiciliato' a favore di un cliente. L'istituto di pagamento eroga la somma a un truffatore che si presenta con un documento apparentemente valido, il codice fiscale e la password corretta. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'istituto non è responsabile del pagamento a persona sbagliata, avendo agito con la diligenza professionale richiesta tramite la verifica di un singolo documento, del codice fiscale e della password, assolvendo così il proprio onere della prova.
Continua »
Passaggio in giudicato: la sorte del coobbligato
Una federazione sportiva, condannata a pagare un'emittente televisiva, otteneva manleva da una fondazione. Solo un coobbligato appellava la sentenza, ma la Corte d'Appello riformava la decisione anche per la fondazione non appellante. La Cassazione cassa la sentenza, stabilendo il principio del passaggio in giudicato della decisione per la parte che non ha proposto impugnazione.
Continua »
Responsabilità professionale notaio: l’obbligo di verifica
Un notaio redige un atto di compravendita per un diritto immobiliare inesistente, portando alla nullità del contratto. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità professionale del notaio, sottolineando che il suo dovere non si limita a un controllo formale dei registri, ma impone una verifica sostanziale dell'effettiva esistenza del diritto. L'ordinanza chiarisce anche aspetti cruciali sul rimborso delle spese legali da parte dell'assicurazione professionale e sui criteri per la loro compensazione in giudizio.
Continua »
Responsabilità professionale architetto e abuso edilizio
Una società immobiliare ha citato in giudizio il proprio architetto per i danni derivanti da un abuso edilizio che ha bloccato un cantiere. La Corte di Cassazione ha confermato una limitazione della responsabilità professionale dell'architetto, stabilendo che la decisione illecita di proseguire i lavori senza autorizzazione era stata presa di comune accordo con la committenza. Di conseguenza, la maggior parte del danno non è risarcibile, in quanto frutto di una scelta condivisa tra le parti.
Continua »
Responsabilità professionale avvocato: compenso negato
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava il compenso a un avvocato e lo condannava a restituire un acconto ricevuto. La responsabilità professionale dell'avvocato è stata accertata a causa di un errore nella proposizione di un appello penale, che ha reso la sua prestazione del tutto inutile e ha causato la perdita definitiva della possibilità per la cliente di ottenere un risarcimento. La Corte ha ritenuto che la negligenza del professionista elidesse il suo diritto al compenso, confermando la condanna alla restituzione delle somme già versate.
Continua »
Responsabilità bonifico domiciliato: la diligenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 209/2024, ha chiarito i contorni della responsabilità del prestatore di servizi di pagamento in caso di bonifico domiciliato pagato a un soggetto non legittimato. Il caso riguardava una società che, dopo aver disposto un pagamento a un proprio creditore, si vedeva costretta a ripeterlo perché un impostore aveva incassato la somma presentando un documento falso. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme sulla responsabilità oggettiva previste per gli assegni non trasferibili, inquadrando la fattispecie nell'ambito della responsabilità contrattuale. Di conseguenza, l'istituto non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, la quale è stata ritenuta assolta tramite la verifica di un documento d'identità, del codice fiscale e della password fornita dall'ordinante, anche senza conservare copia del documento.
Continua »