Una società commerciale è stata sanzionata dal Comune con una multa di 5.000 euro per aver violato l'obbligo di chiusura domenicale, aprendo la propria struttura in una domenica di ottobre del 2010. L'esercente ha impugnato la sanzione sostenendo che le norme statali liberalizzassero gli orari nei comuni turistici, rendendo illegittima la legge regionale restrittiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che, al momento della violazione, la legge regionale era pienamente in vigore e legittima. Le successive riforme statali di liberalizzazione non hanno effetto retroattivo sulle sanzioni già applicate. Di conseguenza, la multa è stata confermata, ma le spese del giudizio sono state compensate tra le parti.
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