Una società importatrice di olio di oliva si è vista riclassificare il prodotto da "extravergine" a "vergine" a seguito di un panel test doganale, con conseguente richiesta di dazi e sanzioni. La Corte di Cassazione ha confermato la piena validità legale del panel test come prova decisiva, non contestabile con analisi private. Inoltre, ha stabilito che la responsabilità dell'importatore non si esaurisce con la fiducia nei certificati d'origine, ma si estende al mantenimento della qualità del prodotto durante tutto il processo di importazione e lavorazione, limitando così l'applicabilità dell'esimente della buona fede per le sanzioni.
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