La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32331/2024, ha stabilito che un accertamento integrativo è illegittimo se basato su una mera rivalutazione di elementi già noti all'Amministrazione Finanziaria. Il caso riguardava un avviso per recupero IVA, emesso dopo che un precedente accertamento era stato definito. La Corte ha chiarito che, per procedere, il Fisco deve fondarsi su 'nuovi elementi' concretamente e oggettivamente sconosciuti in precedenza, non su un semplice approfondimento di dati già in suo possesso. La decisione rafforza il principio di unicità dell'accertamento fiscale a tutela del contribuente.
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