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Art. 1127 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1127 Codice Civile

Sopraelevazione in condominio: abbattimento per rischio statico
Un condomino ha acquistato una porzione di lastrico solare ed eseguito nuove opere edili realizzando un appartamento aggiuntivo. Il Condominio ha agito in giudizio contestando l'assenza di consenso e il grave rischio per la sicurezza sismica e statica dello stabile. I giudici di merito hanno ordinato la demolizione integrale delle nuove volumetrie edificate abusivamente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del proprietario, confermando l'ordine di abbattimento. Ogni sopraelevazione in condominio richiede il rigoroso rispetto delle normative antisismiche a tutela dell'incolumità generale. L'inosservanza di tali requisiti tecnici genera una presunzione di instabilità strutturale permanente, che rende irrilevante qualsiasi eventuale condono edilizio e impone la rimozione forzata delle opere.
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Sopraelevazione antisismica: il permesso non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27018/2024, ha stabilito che la legittimità amministrativa di un'opera edilizia, come una sopraelevazione, non esclude la sua illegittimità sotto il profilo civilistico se viola le norme a tutela della sicurezza e della stabilità dell'edificio. Nel caso di specie, un proprietario aveva realizzato una nuova superficie all'ultimo piano, ma la Corte ha confermato la condanna al risarcimento del danno in favore dei vicini, ritenendo prevalenti le norme sulla sicurezza strutturale e la normativa antisismica rispetto al mero possesso del titolo edilizio.
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Nesso di causalità: quando si esclude la responsabilità
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un condominio che ha subito gravi danni strutturali, attribuiti a lavori di scavo per una galleria vicina. Inizialmente, il tribunale aveva riconosciuto la responsabilità dell'impresa costruttrice. Tuttavia, la Corte d'Appello e successivamente la Cassazione hanno ribaltato la decisione. È stato accertato che i danni non erano riconducibili ai lavori, ma a gravi e preesistenti fragilità strutturali dell'edificio e all'instabilità geologica del terreno, interrompendo così il nesso di causalità con l'attività dell'impresa. La Suprema Corte ha quindi rigettato il ricorso dei condomini, confermando che la responsabilità civile richiede una prova concreta del legame causa-effetto, che in questo caso mancava.
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Risarcimento danno vendita immobile: la truffa vince
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8344/2024, ha confermato la condanna di un venditore al risarcimento del danno per la vendita di un immobile. La Corte ha qualificato la condotta del venditore come truffa contrattuale, e non come semplice inadempimento, a causa di dichiarazioni false sulla planimetria catastale. Di conseguenza, il termine di prescrizione per l'azione di risarcimento non decorre dalla data del rogito, ma dal momento in cui l'acquirente ha scoperto l'illecito, ovvero molti anni dopo.
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Responsabilità professionale notaio: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'acquirente che chiedeva il risarcimento dei danni a un notaio per non aver rilevato un'ipoteca iscritta sull'immobile il giorno prima del rogito. La decisione sottolinea che non sussiste responsabilità professionale del notaio se questi ha agito con diligenza, effettuando le visure ipotecarie a ridosso dell'atto, e che il ricorso in Cassazione non può limitarsi a richiedere una nuova valutazione dei fatti o a riproporre le stesse tesi dei gradi precedenti senza criticare specificamente la motivazione della sentenza d'appello.
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Improcedibilità ricorso: omesso deposito sentenza
Un ente pubblico territoriale ricorre in Cassazione contro una condanna al risarcimento danni a favore di un motociclista. La Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso perché l'ente non ha depositato, insieme al ricorso stesso, copia autentica della sentenza impugnata, violando un requisito formale essenziale. La decisione sottolinea l'importanza degli adempimenti procedurali, che prevalgono sull'esame del merito.
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