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Art. 1127 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 1127 Codice Civile

Responsabilità banca promotore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito, confermando la sua condanna al risarcimento di 100.000 euro in favore di una cliente truffata dal proprio promotore finanziario. La decisione ribadisce il principio della responsabilità della banca per i fatti illeciti del promotore quando sussiste un 'nesso di occasionalità necessaria', ovvero quando le mansioni affidategli hanno reso possibile o agevolato l'atto fraudolento. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, compito non spettante alla Suprema Corte.
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Hosting provider attivo: la Cassazione fa il punto
Una piattaforma di video-sharing, ritenuta responsabile in appello come hosting provider attivo per la pubblicazione illecita di contenuti protetti da diritto d'autore, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, data l'evoluzione e la complessità della materia, non ha emesso una decisione finale ma ha disposto il rinvio della trattazione alla pubblica udienza. L'ordinanza interlocutoria evidenzia i punti cruciali della controversia, come la distinzione tra provider attivo e passivo e le modalità di segnalazione dei contenuti illeciti.
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Responsabilità amministratori per bilancio non veritiero
La Corte di Cassazione conferma la condanna per responsabilità amministratori e sindaci di una società per azioni. Essi avevano presentato un bilancio con dati patrimoniali non veritieri, inducendo un'altra società ad acquistare una partecipazione azionaria. La Corte ha stabilito che la violazione del principio generale di veridicità e chiarezza del bilancio è sufficiente a fondare la responsabilità, a prescindere dall'esistenza di specifiche norme contabili che impongano l'allegazione di documentazione giustificativa. Il dolo è stato desunto dal comportamento complessivo tenuto durante le trattative.
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Protesto illegittimo: quando la banca non è responsabile
Un amministratore di società veniva protestato personalmente per un assegno aziendale impagato. Nonostante il protesto illegittimo, la Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità della banca. La decisione si fonda sul fatto che l'istituto di credito aveva fornito alla stanza di compensazione tutte le informazioni corrette, indicando la società come titolare del conto e l'amministratore come semplice firmatario. L'errore finale, quindi, non era imputabile alla banca, che ha agito correttamente.
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Cessazione materia contendere: accordo tra le parti
Una controversia tra una piattaforma di video-sharing e una società di media per violazione di copyright si è conclusa in Corte di Cassazione con una declaratoria di cessazione della materia del contendere. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, rendendo superflua una decisione nel merito e causando la perdita di efficacia della sentenza d'appello impugnata. La Suprema Corte ha applicato i principi stabiliti dalle Sezioni Unite, compensando integralmente le spese legali tra le parti.
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