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Art. 1125 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1125 Codice Civile

Compensazione delle spese di lite: quando il condominio paga
Il Proprietario di un locale adibito ad autorimessa ha citato in giudizio il Supercondominio per i danni causati da infiltrazioni d'acqua provenienti dal cortile sovrastante. Il Tribunale ha condannato il Supercondominio a risarcire i danni e a eliminare le infiltrazioni. In appello, i giudici hanno escluso il risarcimento per lucro cessante per difetto di prova e hanno disposto la totale compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso sul mancato guadagno, ma ha accolto il motivo relativo alla compensazione delle spese di lite. La Suprema Corte ha stabilito che l'integrale accoglimento della domanda di rimozione delle infiltrazioni esclude una soccombenza reciproca tale da giustificare la divisione delle spese, rideterminando la ripartizione dei costi a favore del Proprietario.
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Infiltrazioni dal terrazzo: il copia-incolla fa perdere la causa
I comproprietari di un'autorimessa subiscono danni causati da infiltrazioni dal terrazzo sovrastante di proprietà esclusiva di un vicino. Dopo una parziale riduzione del risarcimento in appello, i danneggiati ricorrono in Cassazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso poiché redatto con la tecnica del "copia-incolla", violando il principio di autosufficienza. I ricorrenti non hanno sintetizzato i fatti, costringendo il giudice a cercare i dettagli nei vecchi atti. La Cassazione rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio e al raddoppio del contributo unificato. La questione delle infiltrazioni dal terrazzo non viene quindi riesaminata nel merito a causa di gravi difetti formali dell'atto.
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Responsabilità del proprietario per vizi strutturali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33876/2023, ha esaminato un caso di danni a un immobile causati da vizi strutturali di un solaio, emersi durante lavori di ristrutturazione nell'appartamento sovrastante. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del proprietario dell'immobile superiore, sia quello incidentale del proprietario danneggiato, confermando la responsabilità del proprietario come custode del bene difettoso ai sensi dell'art. 2051 c.c. e l'assenza di colpa in capo a direttore dei lavori e appaltatore, la cui opera ha solo fatto emergere un difetto preesistente.
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Principio di non contestazione: la difesa del condominio
Una società di traslochi subisce danni ai propri furgoni a causa di calcinacci caduti da un edificio. Poiché il condominio convenuto non ha mai negato la proprietà dei frontalini da cui sono caduti i detriti, la Corte di Cassazione, applicando il principio di non contestazione, ha stabilito che la titolarità del bene doveva considerarsi provata. La sentenza di merito, che aveva richiesto all'attore tale prova, è stata annullata.
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Inammissibilità del ricorso: motivi nuovi in Cassazione
Un condominio, condannato in appello a risarcire i danni da infiltrazioni a un loft sottostante, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, poiché i motivi proposti erano in parte non pertinenti alla decisione impugnata e in parte introducevano questioni nuove, mai sollevate nei precedenti gradi di giudizio, violando un principio fondamentale del processo civile.
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Ripartizione spese lastrico solare: il danneggiato paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il proprietario di un'unità immobiliare, danneggiata da infiltrazioni provenienti da un lastrico solare di uso esclusivo, deve comunque contribuire alle spese di riparazione. La sentenza chiarisce che l'obbligo di partecipazione alla spesa deriva non dalla colpa, ma dalla qualità di condomino che beneficia della copertura offerta dal lastrico. La ripartizione spese lastrico solare segue il criterio dell'art. 1126 c.c. (un terzo a carico dell'usuario esclusivo e due terzi a carico dei proprietari delle unità sottostanti, incluso il danneggiato per la sua quota).
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Termine breve impugnazione: ricorso tardivo e inammissibile
Un proprietario impugna una condanna per infiltrazioni dal suo balcone. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per mancato rispetto del termine breve impugnazione di 60 giorni, decorrente dalla prima notifica della sentenza di appello, a prescindere da chi l'abbia effettuata.
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Ripartizione spese solaio: la Cassazione chiarisce
Una controversia per danni tra proprietari di immobili confinanti solleva una complessa questione sulla ripartizione spese solaio ai sensi dell'art. 1125 c.c. quando sono coinvolti più appartamenti sovrastanti. La Corte di Cassazione, riconoscendo la rilevanza del quesito, ha deciso di non pronunciarsi nel merito, trasmettendo gli atti alla Seconda Sezione Civile per stabilire il corretto criterio di suddivisione, se per numero di unità o per metà tra il piano inferiore e quello superiore.
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