Un uomo, detenuto per 33 giorni e poi assolto da gravi accuse, si vede negare la riparazione per ingiusta detenzione dalla Corte d'Appello a causa di presunti comportamenti colposi emersi da intercettazioni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2772/2025, ha annullato tale decisione, stabilendo che la semplice trascrizione di conversazioni non è sufficiente a dimostrare una 'colpa grave'. Il giudice deve fornire una valutazione critica e non può basarsi su una presunta 'auto-evidenza' della prova, specialmente quando le conversazioni stesse sono ambigue e non dimostrano chiaramente l'atteggiamento contestato.
Continua »