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Art. 1115 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1115 Codice Civile

Obbligazione parziaria condominio: patto valido
Un'impresa edile ha agito contro un condominio per il saldo di lavori di ristrutturazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando che una clausola contrattuale che prevede un'obbligazione parziaria condominio è valida. Tale clausola obbligava l'impresa ad agire direttamente ed esclusivamente contro i singoli condomini morosi, escludendo la responsabilità solidale del condominio. La decisione si fonda sul principio dell'autonomia negoziale delle parti.
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Rimborso spese comunione: onere della prova in Cassazione
In una causa di divisione immobiliare, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un comproprietario che chiedeva un maggior rimborso spese comunione. La Corte ha chiarito che il ricorso non può mirare a una rivalutazione dei fatti, ma deve denunciare specifiche violazioni di legge, come un'errata attribuzione dell'onere della prova, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Diritto di regresso: acquisto immobile e quote uguali
In una causa di scioglimento di comunione, la Cassazione stabilisce il principio del diritto di regresso. Il comproprietario che paga una quota del prezzo superiore alla sua ha diritto al rimborso da parte dell'altro. Spetta a chi ha ricevuto il beneficio dimostrare che si trattava di una donazione. L'ordinanza affronta anche l'indennità per l'uso esclusivo del bene e le regole sulla produzione di prove.
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Diritto alla provvigione: quando spetta al mediatore?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2389/2024, ha confermato il diritto alla provvigione di un mediatore immobiliare nonostante fossero trascorsi tre anni tra la messa in contatto delle parti e la conclusione della compravendita. La Corte ha stabilito che il nesso di causalità non si interrompe per il solo trascorrere del tempo, se l'affare si conclude tra le stesse parti, per lo stesso immobile e a condizioni sostanzialmente invariate. È stato inoltre chiarito che l'impiego di collaboratori non iscritti per mansioni ausiliarie non esclude il diritto al compenso e che i comproprietari beneficiari dell'affare sono obbligati in solido al pagamento.
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Divisione ereditaria: rendiconto e crediti tra coeredi
Un coerede ha intentato una causa per la divisione di un immobile, chiedendo una quota maggiore in virtù di pagamenti effettuati per saldare debiti comuni. I tribunali di merito e la Corte di Cassazione hanno respinto la sua richiesta, stabilendo un principio fondamentale: nell'ambito di una divisione ereditaria, le pretese di rimborso o i crediti verso gli altri coeredi devono essere oggetto di una specifica e autonoma domanda di rendiconto. Tale domanda non può essere considerata implicita nella richiesta di divisione e la sua assenza porta al rigetto delle pretese economiche. L'ordinanza chiarisce l'importanza della corretta procedura per far valere i propri diritti in sede di scioglimento della comunione.
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