LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 111 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 10 di 12

Altri anni per Art. 111 Codice di Procedura Civile

Partecipatio fraudis: prova e vincoli di parentela
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra un debitore e una società amministrata da un suo parente. Si stabilisce che la prova della 'partecipatio fraudis', cioè la consapevolezza dell'acquirente di danneggiare i creditori, può essere raggiunta attraverso un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti, tra cui il legame di parentela. La Corte chiarisce anche che il nuovo creditore, a seguito di una cessione, acquisisce automaticamente il diritto di proseguire l'azione revocatoria iniziata dal cedente. L'ordinanza rigetta sia il ricorso principale dell'acquirente che quello incidentale del debitore.
Continua »
Credito litigioso: l’azione revocatoria è valida?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affrontato il caso di un'azione revocatoria promossa da una società creditrice per far dichiarare inefficace la vendita di due immobili effettuata dalla società debitrice. Il punto centrale della controversia era la validità di tale azione a fronte di un credito litigioso, ovvero un credito la cui esistenza era ancora oggetto di accertamento in un separato giudizio. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando l'orientamento consolidato secondo cui l'azione revocatoria è uno strumento di tutela ammissibile anche per crediti non ancora certi, liquidi ed esigibili, equiparando la posizione del titolare di un credito litigioso a quella del titolare di un credito sottoposto a condizione.
Continua »
Errore di fatto in Cassazione: ordinanza revocata
La Corte di Cassazione revoca una propria ordinanza a causa di un errore di fatto. Inizialmente, aveva dichiarato un ricorso improcedibile per il presunto mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. Il ricorrente ha però dimostrato, tramite una copia conforme rilasciata dalla stessa cancelleria della Corte, che il documento era stato regolarmente depositato. La Corte, riconosciuto l'errore, ha revocato la precedente decisione e ha riesaminato il ricorso nel merito, rigettandolo.
Continua »
Cessione contratto di leasing: chi può agire?
Un utilizzatore aveva stipulato un contratto di leasing per un'auto di lusso rivelatasi difettosa. Dopo aver intentato causa, ha ceduto il contratto a un terzo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che a seguito della cessione del contratto di leasing, l'utilizzatore originario perde la legittimazione ad agire per la risoluzione, poiché l'intera posizione contrattuale, con diritti e doveri, si trasferisce al nuovo soggetto (cessionario). La Corte ha inoltre rigettato le doglianze sulla nullità del contratto per omessa indicazione del TAEG e del diritto di recesso, ritenendole infondate.
Continua »
Prescrizione azione revocatoria: la decisione dei giudici
Una società finanziaria, successore di una banca intervenuta in un giudizio, ha visto respingere il proprio ricorso dalla Corte di Cassazione. Il caso riguardava la prescrizione dell'azione revocatoria contro la costituzione di un fondo patrimoniale. La Corte ha confermato che il termine quinquennale era scaduto prima dell'intervento della banca originaria, dichiarando inammissibili le nuove questioni di diritto sollevate per la prima volta in sede di legittimità. La decisione sottolinea il rigore dei termini processuali e l'importanza di sollevare tempestivamente le eccezioni.
Continua »
Liberazione del fideiussore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di una garante, stabilendo i principi per la liberazione del fideiussore. La Corte chiarisce che la banca ha un dovere di buona fede e non può concedere nuovo credito al debitore in difficoltà senza l'autorizzazione del garante. Inoltre, la società che acquista crediti in blocco deve provare specificamente l'inclusione del singolo credito nel pacchetto ceduto.
Continua »
Mutuo fondiario: ipoteca non si cancella senza saldo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'acquirente di un immobile, pur avendo pagato l'intero prezzo al costruttore, non ha diritto alla cancellazione automatica dell'ipoteca iscritta a garanzia del mutuo fondiario originario se non si è accollato la relativa quota di debito o non ha saldato la banca. L'acquirente può solo pretendere il frazionamento dell'ipoteca, ma la sua estinzione richiede il soddisfacimento del creditore. Questo verdetto ribalta un precedente orientamento giurisprudenziale.
Continua »
Querela di falso: chi è il legittimo convenuto?
Una cittadina avvia una querela di falso per contestare la notifica di alcune cartelle di pagamento. L'ente di riscossione chiama in causa la società postale responsabile della notifica. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale chiamata è inammissibile: l'unico legittimo convenuto nella querela di falso è il soggetto che intende avvalersi del documento contestato. La sentenza che accerta il falso ha infatti efficacia verso tutti (erga omnes), rendendo superflua la partecipazione di terzi al giudizio.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso presentato da un debitore contro una sentenza d'appello sfavorevole. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorrente, pur avendo dichiarato nel suo atto che la sentenza impugnata gli era stata notificata (facendo così scattare il termine breve per l'impugnazione), ha omesso di depositare la relativa prova di notifica. In assenza di tale documento, essenziale per verificare la tempestività dell'appello, la Corte ha rilevato d'ufficio l'improcedibilità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali e a una sanzione per lite temeraria.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e requisiti di forma
Un garante aveva costituito un'ipoteca, che una banca creditrice ha impugnato con un'azione revocatoria. Dopo aver vinto in appello, il garante ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano generici, si limitavano a ripetere le argomentazioni del grado precedente senza contestare specificamente il ragionamento della corte d'appello e non rispettavano i rigorosi requisiti formali del ricorso.
Continua »
Fideiussione omnibus: la nullità si rileva d’ufficio
Una garante si opponeva a un decreto ingiuntivo basato su una fideiussione omnibus. La Corte d'Appello aveva respinto le sue eccezioni sulla nullità del contratto per violazione della normativa antitrust, ritenendole tardive. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la nullità di una fideiussione omnibus, per conformità allo schema ABI anticoncorrenziale, è una questione che il giudice può e deve rilevare d'ufficio in ogni stato e grado del processo. Ha inoltre censurato la qualificazione del contratto come 'autonomo di garanzia' fatta dai giudici di merito, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Cessione di azienda bancaria: chi paga i debiti?
Un intermediario assicurativo, vittima di un illecito commesso con la complicità di un dipendente di una banca, ottiene una condanna al risarcimento. Nel frattempo, la banca viene posta in liquidazione e cede la sua azienda a un altro istituto di credito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, chiarisce che in caso di cessione di azienda bancaria, i debiti derivanti da controversie legali già pendenti al momento della cessione si trasferiscono all'istituto acquirente. La Corte ha stabilito che la norma speciale (art. 3 d.l. 99/2017) esclude dalla cessione solo le passività relative a cause iniziate *dopo* la data di cessione, anche se per fatti anteriori. Poiché la causa in questione era già in corso, il debito rientra a pieno titolo tra quelli trasferiti alla banca cessionaria, che è quindi tenuta a pagare.
Continua »
Cessione crediti in blocco: la prova necessaria
Un debitore contesta la legittimazione di una società che afferma di aver acquistato il suo credito tramite una cessione crediti in blocco. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale con criteri troppo generici non è una prova sufficiente. La società cessionaria deve dimostrare specificamente che quel singolo credito rientrava nell'operazione di cessione.
Continua »
Cessione in blocco: prova e oneri del cessionario
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di una ex-coniuge, stabilendo che in una cessione in blocco di crediti, la società cessionaria deve fornire prova documentale specifica che il credito contestato sia incluso nell'operazione. Una semplice pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente se contestata. Inoltre, il solo rapporto di parentela non basta a fondare la presunzione di conoscenza del pregiudizio arrecato al creditore (scientia damni) nell'ambito di un'azione revocatoria.
Continua »
Prova presuntiva: quando è viziata la valutazione?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che aveva dichiarato inefficace un acquisto immobiliare tramite azione revocatoria. La decisione si basava su una valutazione della prova presuntiva considerata viziata, poiché fondata solo su due indizi (prezzo e mancata visita dell'immobile) senza considerare prove contrarie decisive, come precedenti sentenze passate in giudicato che attestavano la buona fede dell'acquirente. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice deve valutare tutti gli elementi indiziari nel loro complesso, secondo criteri di gravità, precisione e concordanza.
Continua »
Opponibilità cessione credito: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante l'opponibilità della cessione del credito derivante da un contratto d'appalto pubblico. La decisione si fonda su un vizio procedurale: la società ricorrente non ha impugnato tutte le autonome ragioni giuridiche (rationes decidendi) su cui si basava la sentenza d'appello. La Corte sottolinea che, per ottenere l'annullamento di una sentenza fondata su più motivazioni, è necessario censurarle tutte con successo, altrimenti la statuizione passa in giudicato.
Continua »
Tardività del ricorso: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a causa della sua tardiva notifica. Il caso riguardava una fideiussione legata a un contratto di leasing. L'ordinanza sottolinea l'importanza del calcolo preciso dei termini per impugnare, tenendo conto della sospensione feriale e delle sospensioni straordinarie (come quella per il Covid-19). La tardività del ricorso ha impedito alla Corte di esaminare nel merito i motivi dell'appello, rendendo definitiva la sentenza di secondo grado.
Continua »
Cessione ramo d’azienda: debiti e responsabilità
In una controversia su una cessione di ramo d'azienda, la Corte di Cassazione ha chiarito che la responsabilità dell'acquirente per un debito sorto da una causa in corso non è limitata dalla sua iscrizione nei libri contabili. Se il diritto controverso viene trasferito con l'azienda, si applica la successione nel processo (art. 111 c.p.c.). La Corte ha specificato che i limiti dell'art. 2560 c.c. non operano se manca una 'effettiva alterità soggettiva' tra le due società, cioè se il trasferimento è meramente formale. La sentenza d'appello è stata cassata per non aver verificato questo presupposto fondamentale.
Continua »
Valore effettivo del credito: garanzia e cessione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25304/2025, si è pronunciata su un caso di cessione di crediti, chiarendo la distinzione tra valore nominale e valore effettivo del credito. La controversia nasceva dalla scoperta, da parte della società acquirente, che la porzione di credito garantita da ipoteca era significativamente inferiore a quella pattuita nel contratto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società venditrice, confermando la sua responsabilità per il danno subito dall'acquirente. La decisione sottolinea che la qualità delle garanzie è un elemento essenziale che determina il valore effettivo del credito, e una sua discrepanza rispetto a quanto pattuito configura un inadempimento contrattuale.
Continua »
Azione revocatoria: fondo patrimoniale e donazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia, tramite azione revocatoria, della costituzione di un fondo patrimoniale e di una donazione immobiliare posti in essere da due fideiussori. La Corte ha stabilito che tali atti, rendendo più difficile il recupero del credito, integrano il requisito del pregiudizio ('eventus damni'), anche se il credito garantito è oggetto di contestazione in altra sede e l'immobile donato è gravato da ipoteca. È stata inoltre confermata la sufficienza della mera consapevolezza del danno ('scientia damni') da parte dei fideiussori, senza necessità di provare un'intenzione dolosa preordinata.
Continua »