La Procura europea contestava a una società e ai suoi amministratori una complessa frode fiscale e il reato di associazione a delinquere, chiedendo il sequestro preventivo dell'immobile utilizzato anche come magazzino aziendale. Il Tribunale del riesame revocava il blocco del bene e la Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, respingendo il ricorso del pubblico ministero. I giudici hanno chiarito che l'immobile era stato acquistato nel 2014 con fondi personali dell'amministratrice, mentre le violazioni fiscali contestate risalivano solo al 2017. L'associazione per delinquere non genera di per sé un profitto autonomo se non quello derivante dai singoli reati-fine. Mancando la prova dell'impiego di denaro illecito e dell'uso strumentale esclusivo dell'edificio, che ospitava anche imprese lecite, il sequestro preventivo dell'immobile resta illegittimo.
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