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Art. 1103 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 1103 Codice Civile

Cessione di cubatura: il terreno inedificabile resta tale, acquisto consapevole
Una Società Acquirente ha contestato la validità di una vecchia cessione di cubatura del 1982, sostenendo che non tutti i comproprietari avevano dato il loro consenso. Il Tribunale aveva inizialmente accolto la domanda, ma la Corte d'Appello ha respinto il ricorso. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la Società Acquirente, al momento dell'acquisto del terreno, aveva esplicitamente accettato il vincolo di inedificabilità già esistente. Pertanto, ha acquistato un lotto già privo di diritti edificatori, rendendo il suo ricorso inammissibile.
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Donazione di quota indivisa: quando è valida e quando è nulla
Il caso nasce dall'impugnazione di tre atti di liberalità con cui alcuni comproprietari avevano regalato le proprie quote di immobili senza il consenso di tutti i contitolari. La ricorrente chiedeva la nullità di tali atti, sostenendo che la donazione di quota indivisa fosse sempre vietata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di specificità. I giudici hanno chiarito che, mentre la donazione di quote di una massa ereditaria indivisa è nulla, nella comunione ordinaria è invece possibile donare la propria singola quota (la cosiddetta "quotina") se questa deriva da un titolo autonomo. Poiché la ricorrente non ha descritto chiaramente la provenienza dei beni e la natura della comunione, la Corte non ha potuto accogliere la domanda, confermando la condanna alle spese.
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Preliminare bene in comunione: la firma di uno solo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21756/2024, ha stabilito che un contratto preliminare di vendita di un immobile in comproprietà, sottoscritto da uno solo dei titolari, è valido. Tale accordo si qualifica come promessa di vendita di cosa parzialmente altrui. Il firmatario è obbligato a procurare il consenso degli altri comproprietari e, in caso di inadempimento, è tenuto al risarcimento dei danni. La Corte ha respinto la tesi della nullità del contratto, confermando la condanna della promittente venditrice.
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Nullità relativa urbanistica: chi può invocarla?
La Corte di Cassazione analizza un contratto di vendita immobiliare del 1982, relativo a un'area apparentemente edificabile ma su cui sorgevano immobili abusivi. La Corte ha stabilito che la nullità prevista dalla L. 10/1977 è una nullità relativa urbanistica. Pertanto, può essere fatta valere solo dall'acquirente ignaro dell'abuso e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice a danno dello stesso. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Vendita bene in comproprietà: la Cassazione decide
Un uomo vende un'auto di lusso cointestata con la sua ex partner senza il suo consenso, trattenendo l'intero ricavato. Sostiene di aver venduto solo la propria quota. La Corte di Cassazione respinge il suo ricorso, confermando l'obbligo di versare alla donna la metà del prezzo di vendita. La decisione si fonda sulla violazione degli accordi di separazione, stabilendo che la vendita del bene in comproprietà riguardava l'intero veicolo come unicum e non solo una quota, legittimando così la richiesta economica della comproprietaria tradita.
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Prelazione convenzionale: il ricorso deve essere specifico
Una società agricola ha agito in giudizio per far valere un diritto di prelazione convenzionale su un terreno, derivante da un precedente contratto. I coeredi venditori hanno opposto la prevalenza della prelazione ereditaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di specificità, poiché la società non ha adeguatamente contestato l'interpretazione contrattuale della corte d'appello, la quale aveva limitato la prelazione convenzionale alla sola vendita dell'intero bene e non della singola quota.
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Giudicato esterno: quali sono i suoi limiti?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento sulla titolarità di un immobile, avvenuto in un precedente giudizio per il pagamento di canoni di locazione, non costituisce giudicato esterno e non può precludere una successiva e autonoma domanda di scioglimento della comunione. La Corte ha chiarito che, affinché un accertamento incidentale abbia efficacia di giudicato, deve essere stato oggetto di una specifica domanda di parte o previsto dalla legge, condizioni non verificate nel caso di specie. Di conseguenza, la sentenza d'appello che aveva dichiarato inammissibile la domanda di divisione è stata cassata con rinvio.
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