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Art. 11 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 11 Codice di Procedura Civile

Decadenza assegnazione alloggio ERP: decide il giudice ordinario
Un'assegnataria di edilizia residenziale pubblica perdeva il beneficio abitativo dopo i controlli dell'ente locale. Il Comune disponeva la decadenza assegnazione alloggio ERP perché la donna risultava proprietaria di un immobile, acquistato all'asta come prestanome per il figlio. La cittadina si opponeva davanti al tribunale civile rivendicando l'intestazione fittizia. Il tribunale declinava la giurisdizione in favore del giudice amministrativo, ma il TAR sollevava conflitto di giurisdizione. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito il riparto di competenze. Conclusa la fase originaria di assegnazione, la posizione dell'inquilino costituisce un pieno diritto soggettivo. L'accertamento sul venir meno dei requisiti legali non comporta scelte discrezionali della pubblica amministrazione. La controversia appartiene quindi al giudice ordinario, dinanzi al quale il giudizio deve proseguire.
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Accordo di permuta ed esproprio: la giurisdizione
Una società immobiliare proprietaria di un immobile commerciale ha citato l'ente pubblico e la società concessionaria per i danni subiti e la violazione delle distanze legali. Le opere erano state avviate nell'ambito della realizzazione di una nuova stazione metropolitana, concordando la demolizione e il trasferimento su un'altra area tramite un impegno negoziale privato. Tuttavia, la successiva mancata formalizzazione del contratto e la decadenza della pubblica utilità hanno generato contestazioni sulle demolizioni parziali e sul mancato rispetto delle distanze. Il Tribunale ordinario e il Tribunale amministrativo hanno entrambi declinato la competenza. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il conflitto sul tema di accordo di permuta ed esproprio: la vertenza spetta al giudice ordinario perché riguarda l'inadempimento di pattuizioni privatistiche e la tutela dei diritti soggettivi sui confini.
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Opposizione a precetto per quote condominiali: decide il Giudice di Pace
Un'ex società amministratrice di condominio ha notificato un atto di precetto a diversi condomini per il recupero di spese condominiali insolute, richiedendo a ciascuna coppia di condomini il pagamento pro quota della somma di circa 2.150 euro. I condomini hanno proposto un'opposizione a precetto per quote condominiali cumulativa davanti al Tribunale, sostenendo che la competenza andasse calcolata sull'importo totale del debito condominiale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei condomini, confermando la decisione del Tribunale. La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di opposizione a precetto per quote condominiali, la competenza per valore si determina in base al singolo importo richiesto a ciascun condomino e non sulla somma totale, in quanto ogni quota costituisce un titolo esecutivo autonomo. Di conseguenza, la competenza spetta al Giudice di Pace.
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