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Art. 11 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 11 Codice Civile

Prezzo vendita immobili pubblici: la Cassazione decide
Un ente previdenziale ha venduto un immobile a ex inquilini. Questi hanno contestato il prezzo, ritenendolo superiore a quanto previsto dalla legge sulla dismissione del patrimonio pubblico. I tribunali di merito hanno dato loro ragione, ordinando la restituzione dell'eccedenza. La Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso dell'ente. La Corte ha stabilito che per il calcolo del prezzo di vendita degli immobili pubblici si deve applicare il coefficiente di abbattimento vigente al momento dell'offerta di opzione, respingendo l'applicazione retroattiva di una norma successiva.
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Prezzo di vendita immobili: il coefficiente corretto
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che per il calcolo del prezzo di vendita immobili di enti previdenziali agli ex inquilini, deve essere applicato il coefficiente di abbattimento vigente al momento dell'offerta di opzione. L'ente previdenziale, che aveva applicato un coefficiente meno favorevole, è stato condannato a restituire le somme versate in eccesso. La Corte ha inoltre respinto la tesi dell'ente secondo cui una legge successiva dovesse applicarsi retroattivamente, chiarendo la sua natura non interpretativa. La decisione si fonda anche sul principio di non contestazione, poiché l'ente non aveva specificamente contestato i calcoli presentati dagli acquirenti in primo grado.
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Prezzo vendita immobili pubblici: quale coefficiente?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo del prezzo di vendita di immobili pubblici dismessi, il coefficiente di abbattimento da applicare è quello vigente al momento dell'offerta di opzione e non uno precedente o successivo. La Corte ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale che sosteneva l'applicazione di un coefficiente meno favorevole per gli acquirenti, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato inoltre chiarito che una legge successiva, che modifica i criteri di calcolo, non può essere applicata retroattivamente a contratti già stipulati, non avendo natura interpretativa ma innovativa.
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Prezzo vendita immobili pubblici: quale coefficiente?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la condanna di un ente previdenziale alla restituzione di somme indebitamente percepite da ex inquilini per l'acquisto delle loro abitazioni. Il caso verteva sul corretto calcolo del prezzo di vendita immobili pubblici, in particolare sull'applicazione del giusto coefficiente di abbattimento. La Corte ha stabilito che deve essere utilizzato il coefficiente vigente al momento dell'offerta di vendita, disapplicando normative successive non aventi natura interpretativa e confermando la nullità della clausola contrattuale difforme.
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Prezzo immobili enti pubblici: il coefficiente corretto
Un gruppo di ex inquilini ha acquistato le proprie abitazioni da un ente previdenziale pubblico, contestando però il prezzo di vendita. Sostenevano che l'ente avesse applicato un coefficiente di abbattimento meno favorevole e non aggiornato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, dando ragione agli acquirenti. È stato stabilito che il prezzo degli immobili degli enti pubblici deve essere calcolato utilizzando il coefficiente di riduzione vigente al momento dell'offerta di opzione, e non uno precedente. Inoltre, la Corte ha ribadito che una norma successiva non può essere applicata retroattivamente se non ha una chiara natura interpretativa.
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Autonomia associativa: chi paga i debiti locali?
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi onorari a un'associazione nazionale per prestazioni svolte a favore di una sua sede territoriale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'autonomia associativa della sede locale, sancita dallo statuto, la rende l'unica responsabile dei propri debiti. La responsabilità non si trasferisce alla sede nazionale, neanche in caso di scioglimento della sezione locale.
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Prezzo immobili pubblici: non contestazione e nullità
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che dichiaravano la nullità parziale di un contratto di compravendita di un immobile pubblico. Il contenzioso verteva sulla corretta determinazione del prezzo immobili pubblici, in particolare sull'applicazione di un coefficiente di abbattimento. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, ritenendo decisivo il principio di non contestazione: poiché l'ente non aveva specificamente contestato il calcolo del prezzo proposto dall'acquirente nel corso del giudizio, tale calcolo doveva ritenersi provato. Inoltre, è stata esclusa l'applicazione retroattiva di una normativa successiva al contratto.
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