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Art. 11 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 11 Codice Civile

Rimborso IVA termine: quando scatta la decadenza?
Una società ha richiesto il rimborso dell'IVA per acquisti del 2001 e 2002, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato la domanda tardiva. La sentenza chiarisce che il rimborso IVA termine di decadenza di due anni decorre dalla data del pagamento e non dalla scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale, anche se il diritto al rimborso è stato confermato da una successiva pronuncia della Corte di Giustizia UE.
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Presunzione fiscale retroattiva: stop della Cassazione
Un contribuente riceveva un avviso di accertamento per l'anno 2005 relativo a presunti redditi da investimenti detenuti all'estero e non dichiarati. I giudici di merito avevano applicato una presunzione legale introdotta nel 2009, che inverte l'onere della prova a carico del contribuente. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la presunzione fiscale retroattiva è inapplicabile. La norma, avendo natura sostanziale e non processuale, non può valere per il passato. L'Ufficio può però basarsi sugli stessi fatti come presunzioni semplici, seguendo le regole ordinarie.
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Presunzione investimenti estero: non è retroattiva
Una contribuente riceveva un avviso di accertamento per l'anno 2006, relativo a presunti redditi da investimenti non dichiarati in Svizzera. La Commissione Tributaria Regionale applicava retroattivamente la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009, invertendo l'onere della prova. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17221/2025, ha cassato la decisione, stabilendo che la norma sulla presunzione investimenti estero ha natura sostanziale e non può essere applicata retroattivamente. Tuttavia, ha confermato che il raddoppio dei termini di accertamento è procedurale e quindi retroattivo, e che l'Agenzia può comunque utilizzare i medesimi fatti come presunzioni semplici.
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Presunzione evasione estero: irretroattività della norma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17222/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di capitali detenuti all'estero. Il caso riguarda una contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate contestava redditi non dichiarati per gli anni 2005-2008, applicando la presunzione di evasione introdotta nel 2009. La Corte ha chiarito che tale presunzione ha natura sostanziale e non può essere applicata retroattivamente. Di conseguenza, per i periodi d'imposta antecedenti al 1° luglio 2009, l'onere di provare l'evasione non si inverte automaticamente, ma spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrarla tramite presunzioni semplici. È stato invece confermato il carattere retroattivo delle norme procedurali che raddoppiano i termini per l'accertamento. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Detrazione IVA: diritto salvo con omessa dichiarazione
Una società si è vista negare il diritto alla detrazione IVA a causa di una dichiarazione omessa l'anno precedente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il diritto alla detrazione IVA non decade se esercitato nella dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è sorto, anche in caso di omissioni formali. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza è legato alla presentazione della dichiarazione e non alla trasmissione della documentazione contabile.
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Esenzione fiscale vittime dovere: non retroattiva
Un contribuente, riconosciuto come "vittima del dovere", ha richiesto il rimborso IRPEF per gli anni 2013-2016. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione fiscale vittime del dovere, introdotta dalla Legge n. 232/2016, si applica esclusivamente a partire dal 1° gennaio 2017 e non può essere applicata retroattivamente agli anni d'imposta precedenti.
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