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Art. 11 Codice Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 11 Codice Civile

Esenzione Tarsu per enti religiosi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente religioso che chiedeva l'annullamento di un avviso di accertamento per la Tarsu. La sentenza stabilisce che l'esenzione Tarsu per enti religiosi è applicabile solo ai locali specificamente destinati al culto e non produttivi di rifiuti, con l'onere della prova a carico del contribuente. Inoltre, ha confermato la validità dell'atto emesso da un raggruppamento di imprese, anche se una società svolgeva attività di supporto senza essere iscritta all'albo specifico, e ha ribadito la legittimità della motivazione 'per relationem' se l'atto richiamato è già noto al contribuente.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, interviene sul tema del raddoppio termini accertamento per capitali detenuti all'estero. Il caso riguarda un avviso di accertamento per l'anno 2004 notificato a un contribuente per maggiori redditi derivanti da attività finanziarie non dichiarate in Svizzera. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009 non è retroattiva e non può applicarsi a periodi d'imposta antecedenti. Tuttavia, la norma che prevede il raddoppio dei termini di accertamento, avendo natura procedurale, si applica retroattivamente. Di conseguenza, l'accertamento è legittimo nei termini, ma l'Amministrazione Finanziaria deve provare l'evasione basandosi su presunzioni semplici (gravi, precise e concordanti) e non sulla presunzione legale automatica. La Corte ha inoltre accolto il motivo relativo alle sanzioni, disponendo l'applicazione del trattamento più favorevole (favor rei) previsto dalla normativa successiva.
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Accertamento retroattivo: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento retroattivo per capitali detenuti all'estero. Con l'ordinanza n. 26372/2025, ha stabilito che la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009 non può essere applicata a periodi d'imposta precedenti, come il 2005. Tuttavia, ha confermato la validità retroattiva del raddoppio dei termini per l'accertamento in caso di violazioni che coinvolgono Paesi a fiscalità privilegiata. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando il caso per una nuova valutazione basata non su una presunzione legale, ma su presunzioni semplici che l'Agenzia delle Entrate dovrà provare.
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Detraibilità IVA contributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla detraibilità IVA per gli acquisti finanziati con contributi pubblici. La sentenza stabilisce che spetta al contribuente l'onere di provare che le spese sostenute siano inerenti a un'attività commerciale imponibile. In assenza di tale prova, il diritto alla detrazione non può essere riconosciuto. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva concesso una detrazione pro-rata senza una valutazione specifica delle prove fornite, ribadendo l'importanza fondamentale dell'onere della prova in materia fiscale.
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Detraibilità IVA con contributi pubblici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detraibilità IVA è esclusa per gli acquisti di beni e servizi effettuati da un'associazione utilizzando contributi pubblici a fondo perduto. Se tali contributi finanziano attività istituzionali e non commerciali, gli acquisti non sono considerati imponibili ai fini IVA e, di conseguenza, l'imposta assolta non può essere detratta. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare il collegamento tra l'acquisto e un'attività commerciale imponibile spetta al contribuente.
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Sopraelevazione abusiva: demolizione per rischio sismico
La Corte di Cassazione conferma la demolizione di una sopraelevazione abusiva realizzata in violazione delle norme antisismiche. La sentenza stabilisce che la non conformità a tali normative genera una presunzione di pericolosità, rendendo irrilevanti i permessi amministrativi ottenuti. Il costruttore ha l'onere di provare la sicurezza dell'intera struttura, non solo della nuova costruzione.
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Esdebitazione fallimento: si applica la vecchia legge
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce un principio chiave in materia di esdebitazione fallimento. Per le procedure di fallimento avviate prima dell'entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi (15 luglio 2022), la richiesta di liberazione dai debiti deve seguire le regole della vecchia Legge Fallimentare. La Corte ha chiarito che l'esdebitazione non è un procedimento autonomo, ma la fase conclusiva del fallimento, e pertanto soggiace alla stessa disciplina normativa applicata all'intera procedura, senza possibilità di applicare le norme sopravvenute.
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Obblighi enti locali consorzi: la Cassazione decide
Un consorzio per lo sviluppo industriale ha citato in giudizio un comune per ottenere il pagamento di contributi gestionali e rate di mutuo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14715/2025, ha stabilito che gli obblighi finanziari di un ente locale verso il consorzio a cui partecipa sussistono anche in assenza di un formale impegno di spesa. La Corte ha chiarito che gli obblighi enti locali consorzi derivano direttamente dalla legge, in particolare dalla necessità di coprire i 'costi sociali' dell'organismo, annullando la decisione precedente e rinviando il caso alla Corte d'Appello.
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Polizze Linked: Inammissibile il ricorso dell’impresa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una compagnia assicurativa relativo a polizze linked. La decisione si fonda su un vizio di procedura (mancato deposito della procura speciale) e sulla manifesta infondatezza dei motivi di ricorso, i quali non hanno adeguatamente contestato le ragioni giuridiche delle sentenze di merito che avevano sancito la risoluzione del contratto per inadempimento degli obblighi informativi dell'intermediario.
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Esenzione fiscale enti: no alla responsabilità solidale
Un ente no-profit, nominato erede e beneficiario di esenzione fiscale, era stato ritenuto dall'Agenzia delle Entrate coobbligato in solido per l'imposta di successione dovuta da una legataria. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: l'esenzione fiscale per gli enti del Terzo Settore esclude la responsabilità solidale per i debiti tributari di altri coeredi o legatari, poiché altrimenti la finalità dell'agevolazione verrebbe vanificata. La sentenza impugnata è stata cassata.
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Soggettività passiva IMU: chi paga dopo la risoluzione?
Un Comune ha impugnato una decisione che esentava una società di leasing dal pagamento dell'IMU su un immobile dopo la risoluzione del contratto ma prima della sua restituzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la soggettività passiva IMU ricade sul locatore (la società di leasing) dal momento esatto della risoluzione contrattuale, indipendentemente dalla riconsegna materiale del bene. La decisione si fonda sul principio che l'imposta è legata al vincolo giuridico-contrattuale e non alla mera detenzione fisica.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione nega
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16298/2025, ha respinto il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per l'inadeguatezza della loro borsa di studio, percepita per corsi iniziati dopo il 1991. La Corte ha stabilito che la remunerazione medici specializzandi iscritti prima dell'anno accademico 2006/2007 è correttamente disciplinata dal d.lgs. 257/1991 e non è soggetta né a rivalutazione né ad adeguamento triennale, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato e richiamando una recente decisione delle Sezioni Unite.
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Prova pagamento pubblica amministrazione: la quietanza
La Corte di Cassazione chiarisce le modalità di prova del pagamento da parte della Pubblica Amministrazione. Una società appaltatrice richiedeva il pagamento per la revisione prezzi di un'opera pubblica. L'Amministrazione si opponeva sostenendo di aver già pagato e produceva due note ricognitive sottoscritte dalla società. La Corte ha stabilito che tali note, pur non essendo una quietanza formale, costituiscono una confessione stragiudiziale valida come prova del pagamento. È stato inoltre confermato il limite decennale per la conservazione della documentazione bancaria. La sentenza analizza la distinzione tra forma richiesta per la validità di un atto e quella per la sua prova, elemento cruciale in materia di contratti pubblici.
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Doppia conformità: no sanatoria per abusi edilizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari contro un ordine di demolizione per un grave abuso edilizio. La Corte ha ribadito la necessità del requisito della doppia conformità, ovvero la conformità dell'opera alle norme urbanistiche sia al momento della sua realizzazione che al momento della richiesta di sanatoria. È stata inoltre esclusa l'applicazione retroattiva del cosiddetto "decreto salva-casa", poiché la nuova normativa non può sanare abusi realizzati in totale assenza di titolo autorizzativo.
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Retroattività norme fiscali: il rinvio della Cassazione
L'Agenzia Fiscale impugna una sentenza che applicava retroattivamente una norma più favorevole (d.lgs. 159/2015) a una cartella di pagamento emessa per decadenza da rateizzazione. La Corte di Cassazione, data la rilevanza della questione sulla retroattività norme fiscali, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Capitali all’estero: la Cassazione e il condono
Un contribuente deteneva capitali all'estero tramite un professionista svizzero e società schermo. L'Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione i redditi per gli anni 2001-2004. La Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando che il condono tombale non copre gli obblighi di monitoraggio fiscale e che gli indizi raccolti (come la cosiddetta 'lista Pessina') sono prove sufficienti per l'accertamento.
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Prescrizione reato e estradizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che concedeva l'estradizione di un cittadino verso un paese sudamericano per traffico di droga. Il motivo è la mancata verifica, da parte del giudice, di eventuali atti interruttivi della prescrizione del reato. La Cassazione ha ribadito che, sebbene si debba applicare la legge vigente al momento del fatto (tempus regit actum), il giudice deve accertare concretamente se il termine ordinario di prescrizione sia stato sospeso o interrotto, anche da atti provenienti dall'autorità estera, prima di poter escludere l'estinzione del reato.
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Borse studio medici: Cassazione nega gli aumenti
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1996 e il 2008, ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una remunerazione più adeguata, chiedendo la rivalutazione delle borse di studio percepite. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che il "congelamento" degli adeguamenti annuali e triennali delle borse di studio medici specializzandi è stata una scelta legittima del legislatore per ragioni di finanza pubblica, non in violazione delle direttive UE, le quali lasciano agli Stati membri la discrezionalità nel definire una remunerazione "adeguata".
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione. L'ordinanza conferma che la prescrizione decennale del diritto decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/99, e non da successive sentenze chiarificatrici. L'incertezza giurisprudenziale non sospende il termine. I ricorrenti sono stati condannati anche per lite temeraria, data la consolidata giurisprudenza in materia.
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Interrogatorio preventivo: quando il giudice può ometterlo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato sottoposto a custodia cautelare per ricettazione. La sentenza chiarisce che l'interrogatorio preventivo, introdotto da una recente riforma, può essere legittimamente omesso dal giudice qualora ravvisi, anche autonomamente rispetto alla richiesta del PM, un concreto pericolo di inquinamento probatorio. La Corte ha ribadito la piena autonomia del giudice nella valutazione delle esigenze cautelari.
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