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Art. 11 Codice Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 11 Codice Civile

Assegno vitalizio vittime del terrorismo: sì anche se decedute
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei familiari di una vittima del terrorismo a ricevere lo speciale assegno vitalizio vittime del terrorismo, rigettando il ricorso del Ministero dell'Interno. Il Ministero sosteneva che il beneficio economico, introdotto a partire dal 2014, spettasse solo se la vittima fosse ancora in vita a tale data. I giudici hanno invece chiarito che la legge non impone questo requisito. L'assegno spetta direttamente al coniuge e ai figli della vittima che abbia riportato un'invalidità pari o superiore al 50%, indipendentemente dal fatto che la vittima sia deceduta prima dell'entrata in vigore della norma. La data del 1° gennaio 2014 rappresenta unicamente il momento a partire dal quale decorre il pagamento della prestazione economica, senza alcuna violazione del principio di irretroattività.
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Indennità dei magistrati onorari: lo scontro tra Ministero e giudici
Il Ministero della Giustizia ha richiesto la restituzione di somme versate a un Vice Procuratore Onorario per attività fuori udienza svolte nel 2005 e 2006, ritenendole non dovute. I giudici di merito hanno invece confermato il diritto del professionista a trattenere i compensi, basandosi sulla presunzione di onerosità di ogni attività delegata. Il Ministero ha proposto ricorso in Cassazione, contestando l'applicazione retroattiva delle norme successive. La Suprema Corte, riconoscendo l'importanza della questione relativa all'indennità dei magistrati onorari, non ha deciso subito ma ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Notifica cartella di pagamento: nulla se inviata solo al curatore
L'Agente della Riscossione ha notificato alcune intimazioni di pagamento a un contribuente precedentemente dichiarato fallito. Il contribuente ha impugnato gli atti lamentando che la prodromica notifica cartella di pagamento fosse stata effettuata solo al curatore fallimentare e non a lui personalmente. La Corte di Cassazione ha confermato che gli atti impositivi per debiti sorti prima del fallimento devono essere notificati sia al curatore sia al fallito, pena l'inefficacia verso quest'ultimo. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agente limitatamente a due intimazioni riguardanti contributi previdenziali INPS, dichiarando la giurisdizione del Giudice del Lavoro anziché del Giudice Tributario, poiché le ragioni di economia processuale non possono derogare al corretto riparto di giurisdizione.
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Interposizione illecita di manodopera: dipendente batte azienda
Un lavoratore ha ottenuto l'accertamento di un rapporto di lavoro subordinato con una societ di trasporti a partecipazione pubblica a partire dal 2003, a causa di una accertata interposizione illecita di manodopera. La societ ha impugnato la decisione sostenendo che le leggi successive vietassero l'instaurazione automatica di rapporti di lavoro con aziende pubbliche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della societ. I giudici hanno chiarito che si applica la legge vigente al momento in cui il rapporto iniziato (2003), antecedente ai divieti di assunzione introdotti a partire dal 2008. Di conseguenza, il lavoratore ha vinto la causa e l'azienda stata condannata a pagare le spese legali.
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Concessione in enfiteusi: il Comune non risponde dei terreni
Un proprietario terriero, erede di una storica famiglia, ha agito contro un Comune chiedendo la restituzione di terreni e il risarcimento dei danni. La pretesa nasceva da un'antica concessione in enfiteusi del 1849, con cui i terreni erano stati affidati al Comune affinché li dividesse tra le famiglie locali. Il proprietario lamentava che il Comune avesse concesso l'affrancazione ai coltivatori senza riversare le somme dovute. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a seguito delle riforme legislative del 1966, l'istituto della sub-enfiteusi è venuto meno, determinando il consolidamento dei diritti direttamente in capo ai coltivatori finali. Di conseguenza, il Comune non ha alcuna legittimazione passiva rispetto alle richieste del proprietario. La Suprema Corte ha così annullato senza rinvio la sentenza d'appello, chiudendo il caso.
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Classificazione tariffaria INAIL: stop a pretese retroattive
L'INAIL ha richiesto a un'azienda il pagamento retroattivo di premi assicurativi a seguito di una variazione d'ufficio della sua classificazione tariffaria INAIL. L'errore originario di inquadramento era dovuto a un difetto di trasmissione dati tra enti previdenziali e non a comunicazioni inesatte del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'INAIL, confermando che i provvedimenti di rettifica d'ufficio non hanno effetto retroattivo. Di conseguenza, la nuova classificazione decorre solo dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione del provvedimento all'azienda. L'ente previdenziale è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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