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Art. 108 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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Altri anni per Art. 108 Codice di Procedura Penale

Riciclaggio veicoli: condanna anche senza possesso
La Corte di Cassazione conferma la condanna per riciclaggio veicoli a carico di due persone. Un soggetto alterava semirimorchi di provenienza illecita, mentre un'altra fungeva da intestataria fittizia per ostacolarne la tracciabilità. La sentenza chiarisce che la sostituzione della targa integra pienamente il riciclaggio. Inoltre, si afferma che anche l'intestazione fittizia, pur senza possesso materiale del bene, costituisce concorso nel reato se vi è la consapevolezza dell'origine illecita del veicolo.
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Sospensione custodia cautelare: serve la traduzione?
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di alcuni indagati stranieri, stabilendo che l'ordinanza di sospensione custodia cautelare, avendo natura meramente processuale e non incidendo sul merito delle accuse, non richiede la traduzione obbligatoria. La Corte ha inoltre confermato che il rinvio dell'udienza per 'mera cortesia' difensiva giustifica la sospensione dei termini.
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Termine a difesa: non automatico con nuovo avvocato
Un imputato, condannato per calunnia, ricorre in Cassazione lamentando la violazione del diritto di difesa per il mancato rinvio dell'udienza a seguito della nomina di un nuovo difensore. La Corte Suprema rigetta il ricorso, stabilendo che la concessione del termine a difesa non è automatica. Deve essere bilanciata con la ragionevole durata del processo e non può essere usata per scopi dilatori, specialmente quando la nomina è tardiva e non viene dimostrato un concreto pregiudizio per la difesa.
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Inammissibilità del ricorso: motivi generici e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per appropriazione indebita. I motivi sono stati ritenuti generici e reiterativi, e l'eccezione di prescrizione infondata a causa di un errato calcolo dei periodi di sospensione.
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Rinuncia mandato difensore: quando è valida?
Un imputato, condannato per truffa, ricorre in Cassazione lamentando una nullità processuale derivante dalla rinuncia mandato difensore di fiducia senza nomina di un legale d'ufficio. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la rinuncia non ha effetto immediato e il difensore rinunciante ha l'onere di proseguire l'assistenza fino alla nomina di un sostituto, garantendo così la continuità della difesa. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta di rivalutare le prove che avevano fondato la condanna per truffa.
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Tentativo di estorsione: quando è reato unico?
Due individui, condannati in primo e secondo grado per estorsione, hanno presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema, pur dichiarando inammissibili gran parte dei motivi, ha accolto una censura fondamentale riguardante il tentativo di estorsione. È stato stabilito che, qualora l'agente richieda una somma di denaro e, a seguito delle minacce, ne ottenga una inferiore, si configura un unico reato di estorsione consumata per l'importo effettivamente ricevuto, e non un concorso tra estorsione tentata per la somma richiesta ed estorsione consumata per quella ottenuta. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata su questo punto, con una rideterminazione della pena per entrambi gli imputati.
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