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Art. 107 Costituzione — Anno 2023

Altri anni per Art. 107 Costituzione

Tardività della querela: la truffa non si scopre al pagamento
Un uomo è stato condannato per il reato di truffa legato alla vendita fittizia di auto provenienti da fallimenti. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione eccependo la tardività della querela, sostenendo che il termine di novanta giorni fosse decorso dall'ultimo pagamento effettuato dalle vittime. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'onere di provare la tardività della querela spetta a chi la solleva e che il termine non decorre dal pagamento se in quel momento le vittime non avevano ancora il sospetto di essere state truffate. La Cassazione ha confermato la condanna e inflitto una sanzione pecuniaria al ricorrente.
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Risarcimento del danno: la prova è sempre necessaria
Un cittadino ha citato in giudizio un Comune per l'inadempimento di un accordo transattivo. Sebbene i tribunali abbiano confermato la risoluzione dell'accordo per colpa del Comune, la richiesta di risarcimento del danno del cittadino è stata respinta. La Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: il danno non può essere presunto (non è 'in re ipsa'), ma deve essere sempre specificamente provato da chi lo richiede. La semplice violazione di un contratto non è sufficiente per ottenere un indennizzo.
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