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Art. 106 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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Pericolosità sociale: l’evasione conferma la sorveglianza
La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento che dichiara la persistenza della pericolosità sociale per un soggetto già sottoposto a sorveglianza speciale. Il ricorrente aveva impugnato la decisione della Corte d'appello, sostenendo che non vi fossero i presupposti per il mantenimento della misura. Tuttavia, i giudici hanno rilevato condotte gravissime, tra cui un'evasione dagli arresti domiciliari avvenuta dopo l'applicazione della misura di prevenzione e quattro sanzioni disciplinari ricevute durante la detenzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché volto a ottenere una nuova valutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Appello Ente 231: inammissibile se dal legale dell’imputato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società condannata per un illecito amministrativo. L'appello era stato proposto dal difensore della persona fisica autrice del reato presupposto, e non da un legale specificamente incaricato dall'ente. La Corte chiarisce che il difensore della persona fisica è privo di legittimazione a impugnare per l'ente. Inoltre, l'effetto estensivo dell'impugnazione non sana l'inammissibilità originaria dell'atto, ma si applica solo agli esiti favorevoli di un appello validamente proposto e deciso. La decisione sottolinea la netta distinzione tra la posizione processuale dell'ente e quella della persona fisica.
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