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Art. 102 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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Altri anni per Art. 102 Codice di Procedura Penale

Chiamata in correità: quando è prova valida
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44356 del 2023, ha confermato le condanne per traffico di stupefacenti a carico di diversi imputati, dichiarando inammissibili i loro ricorsi. La Corte ha ribadito i criteri di valutazione della chiamata in correità, sottolineando la necessità che le dichiarazioni del coimputato siano precise, coerenti e supportate da riscontri esterni. La sentenza ha inoltre affrontato temi come la prova della cosiddetta 'droga parlata', l'applicazione dell'attenuante per la collaborazione e la distinzione con i fatti di lieve entità.
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Condizione di procedibilità: no a modifiche dell’accusa
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza di una condizione di procedibilità come la querela, il giudice deve dichiarare immediatamente l'improcedibilità senza consentire al Pubblico Ministero di modificare il capo d'imputazione. Nel caso di specie, un furto aggravato, divenuto procedibile a querela per una riforma legislativa, non poteva essere 'salvato' dalla Procura con la contestazione tardiva di un'ulteriore aggravante che avrebbe ripristinato la procedibilità d'ufficio. La mancanza della querela, infatti, costituisce un ostacolo pregiudiziale e insuperabile alla prosecuzione dell'azione penale.
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Utilizzabilità intercettazioni: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di associazione per delinquere finalizzata al furto di energia elettrica, dove la prova principale derivava da captazioni effettuate in un altro procedimento per stupefacenti. La Corte ha annullato le condanne per associazione e peculato, stabilendo che la regola sull'utilizzabilità intercettazioni per reati gravi non si estende automaticamente ai reati connessi. Le condanne per i singoli furti aggravati sono state invece confermate, poiché per tali reati l'uso delle intercettazioni era ammissibile.
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