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Art. 101 Costituzione — Anno 2024

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Altri anni per Art. 101 Costituzione

Gestione Separata INPS: annullate sanzioni per ingegneri
Un professionista, già lavoratore dipendente e iscritto a una cassa previdenziale, è stato chiamato a versare contributi e sanzioni alla Gestione Separata INPS per la sua attività di libero professionista. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34953/2024, ha confermato l'obbligo di versare i contributi, ma ha annullato le sanzioni per i periodi antecedenti al 2011. Questa decisione segue un importante intervento della Corte Costituzionale che ha chiarito la non debenza delle sanzioni a causa dell'incertezza normativa del passato, offrendo un sollievo a molti professionisti.
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Gestione Separata architetti: stop alle sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 34952/2024, ha stabilito un punto fermo sulla questione della Gestione Separata architetti. Sebbene abbia confermato l'obbligo di iscrizione per i professionisti già coperti da altra previdenza obbligatoria per lavoro dipendente, ha annullato le sanzioni per l'omessa iscrizione relative al periodo antecedente alla normativa chiarificatrice del 2011. La decisione si fonda su un precedente intervento della Corte Costituzionale che ha riconosciuto l'incertezza normativa del passato, esonerando così i professionisti dal pagamento delle sanzioni civili.
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Gestione Separata: annullate sanzioni per professionisti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34947/2024, ha affrontato il caso di una professionista iscritta a un albo ma già coperta da un'altra forma di previdenza obbligatoria. La Corte ha confermato l'obbligo di iscrizione e versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS, ma ha annullato le sanzioni per l'omessa iscrizione relative a periodi antecedenti alla normativa del 2011, recependo una recente sentenza della Corte Costituzionale. È stato inoltre chiarito che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine per il pagamento e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.
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Credito di natura pubblica: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34674/2024, ha confermato che il credito di natura pubblica, vantato da un ente gestore di fondi statali dopo aver onorato una garanzia su un finanziamento a un'impresa, può essere riscosso tramite cartella esattoriale. Dei garanti si erano opposti a tale procedura, sostenendo la natura privatistica del debito originario. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo che la surrogazione dell'ente pubblico nel diritto della banca trasforma la natura del credito, finalizzandolo al ripristino di risorse pubbliche e legittimando l'uso degli strumenti di riscossione coattiva.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo relativo a debiti fiscali non notificati che gli impedivano di ricevere un'indennità da un ente pubblico. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34546/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha stabilito che, nonostante le nuove norme restrittive, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammissibile se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come il blocco di pagamenti dovuti da una pubblica amministrazione.
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Revocazione in Cassazione: i limiti del ricorso
Una società, dichiarata fallita, ha presentato un ricorso per la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva precedentemente dichiarato inammissibile un suo appello. La Corte ha rigettato anche il ricorso per revocazione, giudicandolo inammissibile. Le ragioni principali includono la tardività della presentazione, l'erronea qualificazione di un errore di diritto come errore di fatto e l'infondata invocazione della violazione delle norme europee senza una specifica pronuncia della Corte EDU. Questa decisione chiarisce i rigidi presupposti per la revocazione in Cassazione.
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Violazione del contraddittorio: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello per violazione del contraddittorio. La decisione era stata deliberata prima della scadenza del termine concesso a una parte per depositare le proprie note di replica, vanificando di fatto il suo diritto di difesa. Il caso trae origine da una controversia sulla responsabilità professionale di un avvocato. La Suprema Corte ha ribadito che il rispetto dei termini processuali è essenziale per garantire un giusto processo.
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Rimborso accise oli lubrificanti: onere della prova
La Corte di Cassazione ha negato il rimborso delle accise sugli oli lubrificanti a un'azienda che li utilizzava per produrre vaccini esportati. La decisione si fonda sulla mancata fornitura, da parte del contribuente, della prova rigorosa che i quantitativi di olio non fossero stati immessi in consumo nel territorio nazionale, confermando che l'onere della prova spetta a chi richiede il rimborso.
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Addizionale provinciale energia: la Cassazione rinvia
Una società otteneva in primo e secondo grado il rimborso della addizionale provinciale energia dal proprio fornitore, sostenendo il contrasto della tassa con il diritto europeo. Il fornitore ha proposto ricorso in Cassazione, eccependo che la tassa è un'integrazione dell'accisa esistente e che le direttive UE non si applicano nei rapporti tra privati. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione alla luce di una recente sentenza della Corte di Giustizia UE sull'efficacia delle direttive tra privati, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Addizionale provinciale: rimborso tra privati e UE
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato alla pubblica udienza una causa sul rimborso dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica. La decisione è motivata dalla necessità di approfondire complesse questioni di diritto europeo, sollevate da una recente sentenza della Corte di Giustizia UE, relative alla possibilità di disapplicare una norma interna in contrasto con una direttiva in una controversia tra soggetti privati.
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Addizionale provinciale energia: la Cassazione rinvia
Una società cliente ha ottenuto il rimborso dell'addizionale provinciale energia dal proprio fornitore, sostenendo che tale imposta fosse contraria al diritto dell'Unione Europea. Il fornitore ha impugnato la decisione fino alla Corte di Cassazione. Quest'ultima, data la complessità della materia e una recente sentenza della Corte di Giustizia UE sull'applicabilità delle direttive tra privati, non ha deciso nel merito ma ha disposto il rinvio della causa a pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Addizionale provinciale energia: la Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza la decisione su un caso riguardante il rimborso dell'addizionale provinciale energia. La questione centrale è se un consumatore possa ottenere la restituzione della tassa dal fornitore, basandosi sul contrasto della normativa nazionale con una direttiva UE. La Corte ha ritenuto necessario un approfondimento alla luce di una recente sentenza della Corte di Giustizia UE, che limita l'applicazione diretta delle direttive nelle controversie tra privati, introducendo nuovi e complessi criteri di valutazione.
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Addizionale provinciale: rimborso tra privati e UE
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza la decisione su un caso relativo al rimborso della addizionale provinciale sull'energia elettrica. La questione centrale riguarda la natura di tale imposta e la possibilità per un privato di chiederne la restituzione a un altro privato (il fornitore) disapplicando la norma nazionale in contrasto con una direttiva UE. La Corte ha ritenuto necessario un approfondimento alla luce di una recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che ha introdotto nuovi criteri per valutare l'applicabilità diretta delle direttive nei rapporti tra privati.
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Addizionale provinciale: Cassazione rinvia la decisione
Una società cliente ha ottenuto in primo e secondo grado il rimborso dell'addizionale provinciale sull'energia, pagata al proprio fornitore. Quest'ultimo ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che l'imposta non fosse autonoma e che la direttiva UE di riferimento non potesse applicarsi tra privati. La Suprema Corte, data la complessità della questione e alla luce di una recente sentenza della Corte di Giustizia UE sull'efficacia delle direttive, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando il caso a una pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Premio speciale unitario: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32295/2024, ha stabilito che il calcolo del premio speciale unitario per i facchini soci di cooperativa non può essere agganciato alla retribuzione effettiva. La Corte ha affermato il principio "lex posterior generalis non derogat priori speciali", sostenendo che la disciplina speciale prevista dall'art. 42 del d.P.R. 1124/1965 non è stata tacitamente abrogata dalle successive leggi generali sul lavoro in cooperativa. La modifica di tale premio richiede un apposito decreto ministeriale, non essendo sufficiente una circolare dell'INAIL.
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Aggravante mafiosa: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di omicidio premeditato e altri reati commessi nell'ambito di una faida tra clan. La sentenza analizza in dettaglio i presupposti per l'applicazione dell'aggravante mafiosa, sia sotto il profilo del metodo che dell'agevolazione. Vengono inoltre esaminati i criteri per il riconoscimento della premeditazione in concorso, il divieto di 'ne bis in idem' e le complesse regole sul bilanciamento tra circostanze aggravanti (come la recidiva) e attenuanti. La Corte ha dichiarato inammissibili o rigettato la maggior parte dei ricorsi, confermando l'impianto accusatorio, ma ha annullato con rinvio la sentenza per due imputati, limitatamente alla valutazione delle attenuanti generiche e all'applicazione della continuazione tra reati.
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