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Art. 10 Costituzione — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 10 Costituzione

Rimedi preventivi: obbligo per equo indennizzo
La richiesta di un cittadino per un equo indennizzo a causa dell'eccessiva durata di un processo è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che l'omessa attivazione dei rimedi preventivi entro i termini perentori stabiliti dalla legge rende inammissibile la domanda di risarcimento. La Corte ha inoltre ribadito la legittimità costituzionale di tale onere, in quanto richiede una collaborazione attiva delle parti per la celere definizione del giudizio.
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Responsabilità collegio sindacale: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni irrogate dalla Banca d'Italia ai membri del collegio sindacale di un istituto di credito per omessa vigilanza. I ricorrenti sostenevano la natura penale delle sanzioni, richiedendo l'applicazione di garanzie processuali più ampie, come il principio della lex mitior. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo la natura amministrativa di tali sanzioni e sottolineando che la responsabilità del collegio sindacale sorge anche da un comportamento inerte, essendo richiesto un dovere di controllo attivo e non meramente passivo.
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Istanza di prelievo: non serve nel giudizio di ottemperanza
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è obbligatorio presentare un'istanza di prelievo durante un giudizio di ottemperanza per poter poi richiedere l'indennizzo per irragionevole durata del processo (legge Pinto). La Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di una cittadina proprio per la mancata presentazione di tale istanza. La motivazione risiede nel fatto che il giudizio di ottemperanza è già strutturato per essere celere, rendendo l'istanza di prelievo un adempimento superfluo.
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Pretesa irrisoria: quando non spetta l’indennizzo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 26243/2024, ha stabilito che non è dovuto alcun indennizzo per l'irragionevole durata del processo quando la pretesa economica residua è irrisoria. Nel caso specifico, una richiesta per pochi euro di interessi su un risarcimento già pagato è stata considerata una pretesa irrisoria. La Corte ha però corretto la condanna alle spese, stabilendo un compenso unico per i due Ministeri difesi congiuntamente dall'Avvocatura dello Stato, accogliendo parzialmente il ricorso del cittadino.
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Distanze legali: Piani urbanistici e deroghe
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24814/2024, ha chiarito i limiti delle deroghe alle distanze legali tra costruzioni previste dai piani urbanistici locali. Il caso riguardava una sopraelevazione che violava le norme di un Piano Particolareggiato. La Corte ha rigettato il ricorso del costruttore, confermando la condanna alla parziale demolizione e al risarcimento del danno, stabilendo che le deroghe sono legittime solo se inserite in piani attuativi che disciplinano in modo unitario un'intera zona, bilanciando l'interesse pubblico del governo del territorio con i diritti dei privati.
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Usucapione P.A.: sì all’acquisto senza esproprio
Un comune ha occupato un terreno privato negli anni '60 a seguito di una trattativa privata, realizzando un'opera pubblica senza un formale esproprio. La Corte di Cassazione ha confermato l'acquisto della proprietà da parte dell'ente per usucapione. La Corte ha specificato che quando la Pubblica Amministrazione agisce come un soggetto privato (iure privatorum) e non esercitando poteri autoritativi, si applicano le normali regole sull'usucapione P.A., con il termine che decorre dall'inizio del possesso e non da successive leggi in materia di espropriazione.
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Procura speciale: inammissibilità per data mancante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un richiedente protezione internazionale. La decisione si fonda su un vizio formale: la mancata certificazione, da parte del difensore, della data di rilascio della procura speciale. Secondo la legge, tale data deve essere successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato, un requisito di specialità che, se non rispettato, impedisce l'esame nel merito del ricorso.
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Rimedi preventivi: quando chiedere il rito sommario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34188/2024, ha chiarito i termini per l'utilizzo dei rimedi preventivi volti ad accelerare i processi civili. È stato stabilito che la richiesta di passaggio dal rito ordinario a quello sommario deve essere presentata entro la conclusione dell'udienza di trattazione. Un cittadino si è visto negare il risarcimento per l'eccessiva durata di un processo perché la sua richiesta di cambio rito, pur essendo uno dei rimedi preventivi previsti, è stata depositata dopo tale udienza, risultando quindi tardiva.
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Rimedio preventivo Legge Pinto: obbligo e validità
Una cittadina ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di un processo davanti al Giudice di Pace. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, confermando che il mancato utilizzo del rimedio preventivo Legge Pinto, ovvero la formale istanza di decisione orale, rende la richiesta di indennizzo inammissibile. La Corte ha ribadito la piena validità e l'importanza di questi strumenti per accelerare la giustizia.
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Presunzione di insussistenza del pregiudizio: no indennizzo
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di indennizzo per l'irragionevole durata di un processo penale conclusosi con la prescrizione. L'ordinanza applica il principio della presunzione di insussistenza del pregiudizio, secondo cui spetta all'imputato dimostrare un interesse concreto all'assoluzione nel merito, superando la presunzione che la prescrizione abbia rappresentato un vantaggio. Poiché la ricorrente non ha fornito tale prova né ha rinunciato espressamente alla prescrizione, il suo ricorso è stato respinto.
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