LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 10 Costituzione — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 10 Costituzione

Riparazione per ingiusta detenzione: vale il carcere all’estero
Un cittadino straniero viene arrestato in Spagna in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dall'autorità italiana. Dopo cinquantasette giorni di carcere all'estero e settantacinque in Italia, viene assolto con formula piena. La Corte d'Appello riconosce il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione, ma esclude dal calcolo i giorni passati nel carcere spagnolo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'interessato, stabilendo che la custodia cautelare subita all'estero su richiesta dello Stato italiano deve essere interamente conteggiata per l'indennizzo. La sentenza viene annullata con rinvio per una nuova quantificazione che consideri anche i danni personali e di salute subiti.
Continua »
Appello penale e domicilio: le nuove regole
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello penale a causa della mancata presentazione di una nuova elezione di domicilio con l'atto di impugnazione. La sentenza sottolinea la validità dei nuovi requisiti procedurali introdotti dalla Riforma Cartabia, specialmente per gli imputati giudicati in assenza, respingendo le questioni di legittimità costituzionale. L'obbligo serve a garantire la reale conoscenza della condanna e la volontà di impugnare.
Continua »
Ingiusta detenzione: non basta il licenziamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 965/2026, ha chiarito i limiti del risarcimento per ingiusta detenzione. Un cittadino, assolto dopo un periodo di detenzione, aveva ottenuto un indennizzo ma si era visto negare il risarcimento per la perdita del lavoro e per il danno da clamore mediatico ('strepitus fori'). La Suprema Corte ha confermato la decisione, sottolineando che il ricorrente non aveva fornito prove sufficienti del nesso causale tra la detenzione e il licenziamento, né della sussistenza di un danno mediatico eccezionale.
Continua »
Riforma sentenza assolutoria: obbligo di riesame
La Corte di Cassazione annulla una condanna d'appello per detenzione di stupefacenti. La Corte stabilisce che, in caso di riforma sentenza assolutoria, il giudice non può basarsi su una diversa valutazione delle dichiarazioni dell'imputato senza prima procedere a un nuovo esame, in ossequio al principio di rinnovazione della prova.
Continua »