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Art. 10 Costituzione — Anno 2025

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Altri anni per Art. 10 Costituzione

Esenzione IMU Consorzi Bonifica: la Cassazione decide
Un consorzio di bonifica ha impugnato degli avvisi di accertamento ICI/IMU, sostenendo di aver diritto all'esenzione per i propri immobili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, ai fini fiscali, è determinante il classamento catastale dell'immobile al 1° gennaio dell'anno di imposta. Una successiva variazione non ha efficacia retroattiva. La natura di ente pubblico e la concessione demaniale non sono sufficienti, da sole, a garantire l'esenzione IMU per i consorzi di bonifica se gli immobili non sono classificati nelle apposite categorie esenti.
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Risarcimento Specializzandi Medici: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzatisi dopo il 1991 ha citato in giudizio lo Stato, sostenendo che la borsa di studio ricevuta non costituisse l'"adeguata remunerazione" prevista dalle direttive comunitarie. La richiesta di risarcimento danni è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando i ricorsi inammissibili. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato secondo cui le direttive UE non imponevano un importo minimo specifico per la borsa di studio, e che la disciplina applicabile restava quella nazionale, respingendo così le pretese al risarcimento specializzandi medici.
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Risarcimento specializzandi: Cassazione su prescrizione
Alcuni medici che frequentarono scuole di specializzazione tra il 1983 e il 1991 senza ricevere compenso hanno citato in giudizio lo Stato italiano per i danni derivanti dalla tardiva attuazione delle direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i loro ricorsi, confermando l'estinzione del diritto al risarcimento specializzandi per prescrizione. La Corte ha ribadito il suo consolidato orientamento secondo cui il termine di prescrizione decennale ha iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999. Poiché l'azione legale è stata avviata solo nel 2011, la richiesta è stata considerata tardiva.
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Impignorabilità conti stato estero: i criteri della Corte
La Cassazione ha annullato una decisione d'appello sull'impignorabilità dei conti di uno Stato estero, stabilendo che la sola intestazione del conto a scopi pubblici non è sufficiente. È necessaria la prova concreta della destinazione dei fondi a funzioni sovrane, con onere a carico dello Stato estero. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Estradizione e ne bis in idem: i limiti del principio
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di concedere l'estradizione di un cittadino verso gli Stati Uniti per reati per i quali era già stato condannato e aveva scontato la pena in Svizzera. La Corte ha stabilito che il principio del 'ne bis in idem' (divieto di doppio processo), secondo il trattato bilaterale Italia-USA, impedisce l'estradizione solo se la condanna precedente è stata emessa dallo Stato richiesto (l'Italia), e non da uno Stato terzo come la Svizzera. La non appartenenza della Svizzera all'Unione Europea è risultata decisiva per escludere l'applicazione delle più ampie garanzie previste dal diritto comunitario.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi, confermando l'orientamento consolidato sulla prescrizione dei loro crediti. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione decennale per il risarcimento del danno, dovuto per la mancata remunerazione dei corsi di specializzazione frequentati tra il 1983 e il 1991, decorre dal 27 ottobre 1999. Inoltre, i ricorrenti sono stati condannati per lite temeraria, avendo insistito su tesi già ampiamente respinte dalla giurisprudenza.
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Immunità giurisdizionale stato estero: no reintegra
Un dipendente di un'ambasciata estera in Italia impugna il licenziamento, chiedendo la reintegra nel posto di lavoro e il risarcimento per mobbing. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, negando la giurisdizione italiana sulla domanda di reintegra in base al principio dell'immunità giurisdizionale stato estero. Tale richiesta, infatti, inciderebbe sui poteri sovrani di organizzazione dello Stato estero. La Corte rigetta anche le ulteriori domande risarcitorie per carenza di allegazioni specifiche.
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Rescissione del giudicato: quale legge si applica?
Un uomo, condannato in assenza nel 2014, ha chiesto la rescissione del giudicato dopo essere venuto a conoscenza della sentenza solo nel 2024. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che, a causa di una specifica norma transitoria (art. 15-bis l. 67/2014), la legge applicabile è quella in vigore al momento della sentenza di primo grado. Pertanto, il rimedio della rescissione del giudicato non era disponibile, e l'interessato avrebbe dovuto utilizzare il vecchio istituto della restituzione nel termine.
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Informativa protezione internazionale: obbligo nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di respingimento nei confronti di un cittadino straniero, stabilendo che la mancata e provata informativa sulla protezione internazionale costituisce una violazione fondamentale che invalida l'atto. Secondo la Corte, l'obbligo dello Stato di informare adeguatamente il migrante sulla possibilità di richiedere asilo è inderogabile e non può essere superato dalla dichiarazione dello straniero di essere entrato in Italia per motivi di lavoro.
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Danno risarcibile: niente rimborso se l’opera è demolita
Una società immobiliare ha chiesto il risarcimento per i danni subiti a un muro di confine durante lavori edili nella proprietà vicina. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha negato il diritto al risarcimento. La ragione fondamentale è che la società, dopo il danno, ha demolito completamente le vecchie strutture per costruire un nuovo complesso immobiliare. Secondo i giudici, questo ha reso irrilevante il danno iniziale, poiché le opere di ripristino sarebbero state inutili. La sentenza sottolinea che per ottenere un danno risarcibile non basta provare l'evento dannoso, ma è necessario dimostrare un pregiudizio concreto ed effettivo, che in questo caso mancava.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione nega
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16298/2025, ha respinto il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per l'inadeguatezza della loro borsa di studio, percepita per corsi iniziati dopo il 1991. La Corte ha stabilito che la remunerazione medici specializzandi iscritti prima dell'anno accademico 2006/2007 è correttamente disciplinata dal d.lgs. 257/1991 e non è soggetta né a rivalutazione né ad adeguamento triennale, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato e richiamando una recente decisione delle Sezioni Unite.
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Utilizzabilità tabulati telefonici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per riciclaggio e ricettazione di autoveicoli. La difesa contestava l'utilizzabilità dei tabulati telefonici acquisiti prima della riforma del 2021, che ha allineato la normativa italiana a quella europea. La Suprema Corte ha stabilito che la norma transitoria, la quale consente l'uso di tali dati se corroborati da altri elementi di prova, è pienamente legittima e compatibile con il diritto dell'Unione Europea, non violando né i principi costituzionali né quelli comunitari. La decisione rafforza il principio di un equo contemperamento tra la tutela della privacy e le esigenze di accertamento dei reati gravi.
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Borse medici specializzandi: no adeguamento pre-2006
Un gruppo di medici specializzati tra il 1996 e il 2008 ha richiesto un risarcimento, sostenendo che le loro borse di studio fossero inadeguate e non indicizzate secondo le direttive UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il "congelamento" legislativo degli importi delle borse medici specializzandi, attuato per esigenze di finanza pubblica, era legittimo e non violava il diritto comunitario, il quale lasciava agli Stati membri la discrezionalità nel definire una remunerazione "adeguata".
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Borse studio medici: Cassazione nega gli aumenti
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1996 e il 2008, ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una remunerazione più adeguata, chiedendo la rivalutazione delle borse di studio percepite. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che il "congelamento" degli adeguamenti annuali e triennali delle borse di studio medici specializzandi è stata una scelta legittima del legislatore per ragioni di finanza pubblica, non in violazione delle direttive UE, le quali lasciano agli Stati membri la discrezionalità nel definire una remunerazione "adeguata".
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione. L'ordinanza conferma che la prescrizione decennale del diritto decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/99, e non da successive sentenze chiarificatrici. L'incertezza giurisprudenziale non sospende il termine. I ricorrenti sono stati condannati anche per lite temeraria, data la consolidata giurisprudenza in materia.
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Notifica dichiarazione fallimento: le regole speciali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro la dichiarazione di fallimento della sua società. L'ordinanza chiarisce che per la notifica della dichiarazione di fallimento valgono le regole speciali della legge fallimentare, che prevalgono su quelle ordinarie. Eventuali errori materiali nella datazione della sentenza o presunte irregolarità nella notifica presso la sede legale iscritta nel registro imprese non invalidano l'atto, data la responsabilità dell'imprenditore nel mantenere aggiornati i propri dati.
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Borsa di studio medici: no all’adeguamento triennale
Un gruppo di medici ha citato in giudizio le Amministrazioni statali sostenendo che la loro borsa di studio, percepita durante la specializzazione post-1991, fosse inadeguata e non aggiornata, in violazione del diritto comunitario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la borsa di studio medici per gli iscritti tra il 1992 e il 2006 non è soggetta ad adeguamento triennale, in virtù di un blocco normativo legittimo e non in contrasto con le direttive UE.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un accertamento fiscale per capitali non dichiarati in un paradiso fiscale, contestando il raddoppio termini accertamento e l'uso di prove da un procedimento penale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la norma sul raddoppio dei termini ha natura procedurale e si applica retroattivamente. Inoltre, ha confermato che le prove ottenute in sede penale, anche se coperte da 'clausola di specialità', sono utilizzabili nel processo tributario, data la netta distinzione tra i due procedimenti.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
Un gruppo di medici che si sono specializzati tra il 1984 e il 1995 ha citato in giudizio lo Stato per la mancata remunerazione, come invece previsto dalle direttive UE. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali di merito, stabilendo che il loro diritto al risarcimento era estinto per prescrizione. La Corte ha ribadito che il termine decennale per la prescrizione dei medici specializzandi è iniziato il 27 ottobre 1999, data in cui una legge specifica ha reso l'inadempimento dello Stato definitivo e azionabile in giudizio. L'incertezza giuridica sulla strategia processuale da adottare non interrompe il decorso della prescrizione.
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Espulsione straniero irregolare: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione straniero irregolare entrato in Italia decenni prima della normativa contestata. La decisione si fonda non sulla violazione di una norma successiva all'ingresso, ma sulla prolungata e ininterrotta permanenza illegale sul territorio nazionale, privo di qualsiasi titolo di soggiorno e con precedenti penali, configurando una situazione di irregolarità attuale e persistente.
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