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Art. 10 Costituzione — Anno 2024

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Altri anni per Art. 10 Costituzione

Raddoppio dei termini: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso riguardante il raddoppio dei termini di accertamento e le operazioni soggettivamente inesistenti. Una società agricola aveva impugnato un avviso di accertamento per IVA e imposte dirette, contestando l'applicazione del termine raddoppiato in assenza di un procedimento penale per reati tributari. La Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini è legittimo per imposte sui redditi e IVA se sussiste l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'esito del procedimento, ma non si applica all'IRAP. Inoltre, ha cassato la sentenza di merito perché il giudice non aveva adeguatamente motivato in merito alla consapevolezza del contribuente nella presunta frode IVA, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Presunzione di insussistenza del pregiudizio: no indennizzo
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di indennizzo per l'irragionevole durata di un processo penale conclusosi con la prescrizione. L'ordinanza applica il principio della presunzione di insussistenza del pregiudizio, secondo cui spetta all'imputato dimostrare un interesse concreto all'assoluzione nel merito, superando la presunzione che la prescrizione abbia rappresentato un vantaggio. Poiché la ricorrente non ha fornito tale prova né ha rinunciato espressamente alla prescrizione, il suo ricorso è stato respinto.
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Lavoro subordinato PA: la prova della subordinazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice che, dopo un contratto di somministrazione e una serie di contratti di collaborazione (co.co.co.) con un Comune, chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, non trovando prove sufficienti del vincolo di subordinazione. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della lavoratrice. È stato sottolineato che, per qualificare un rapporto come lavoro subordinato, non basta la reiterazione dei contratti, ma è necessario dimostrare con prove concrete l'assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, elementi che nel caso di specie sono risultati mancanti.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione fa il punto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che richiedevano un risarcimento per l'inadeguata remunerazione percepita tra il 1991 e il 2005. La Corte ha stabilito che lo Stato italiano aveva adempiuto ai suoi obblighi europei con il D.Lgs. 257/1991 e che i successivi blocchi degli adeguamenti economici erano frutto di legittime scelte discrezionali del legislatore, escludendo quindi il diritto a ulteriori somme.
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