Un uomo, condannato per detenzione di esplosivo (68 detonatori) e una somma di denaro trovati nella stanza dove si nascondeva, ha presentato ricorso in Cassazione. La difesa sosteneva che gli oggetti appartenessero al proprietario di casa. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. La motivazione dei giudici di merito è stata ritenuta logica e coerente, e il ricorso è stato giudicato un tentativo non consentito di riesaminare i fatti, anziché contestare vizi di legittimità.
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