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Valore Doganale Delle Merci

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Valore doganale delle merci tra royalties e pretese del Fisco
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a uno spedizioniere, operante in rappresentanza indiretta, maggiori dazi per l'omessa inclusione di diritti di licenza e commissioni di acquisto nel valore doganale delle merci importate. Il giudice tributario d'appello ha confermato la pretesa daziaria senza motivare il collegamento tra contratti di licenza e acquisto dei beni, né la reale natura delle commissioni e il calcolo degli interessi. La Corte di Cassazione ha accolto i motivi di ricorso della società contribuente, annullando la decisione impugnata. I giudici hanno chiarito che l'inclusione delle componenti economiche accessorie richiede una rigorosa analisi contrattuale e che la sentenza impugnata è priva della motivazione minima costituzionale.
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Valore doganale delle merci: royalties incluse anche senza legami
Una società importatrice di modellini di auto di lusso ha contestato il recupero a tassazione operato dall'Amministrazione Doganale, che aveva incluso nel valore doganale delle merci le royalties pagate al titolare del marchio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che, in base alla normativa dell'Unione Europea, i diritti di licenza devono essere sommati al prezzo delle merci importate se il pagamento costituisce una condizione di vendita. Questo accade quando il licenziante esercita un controllo di fatto sul produttore, potendo impedire la consegna dei beni in caso di mancato pagamento delle royalties. La Corte ha stabilito che non è necessaria l'esistenza di un legame societario diretto tra il produttore estero e il titolare del marchio per far scattare tale inclusione, confermando la legittimità dell'accertamento.
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Valore doganale delle merci: royalties incluse se c’è controllo
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a un'azienda importatrice il mancato inserimento dei diritti di licenza (royalties) nel valore doganale delle merci importate (prodotti da toilette marchiati). La CTR aveva dato ragione all'importatore, ritenendo che i contratti regolassero solo un mero controllo di qualità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio, stabilendo che per determinare il valore doganale delle merci occorre valutare i contratti di licenza e di produzione in modo unitario e non parcellizzato. Se il licenziante esercita un controllo indiretto sul produttore, le royalties costituiscono una condizione di vendita e vanno sommate al valore dichiarato. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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