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Utilizzazione

Definizione

L'azione concreta di inserire gli elementi passivi fittizi contenuti in una fattura falsa all'interno di una dichiarazione fiscale ufficiale, al fine di evadere le imposte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pornografia minorile: tra amore e sfruttamento la condanna cade
Un uomo era stato condannato per il reato di pornografia minorile per aver prodotto foto e video intimi di una ragazza minorenne con cui aveva una relazione sentimentale. La difesa ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che i rapporti fossero consensuali e che si trattasse di pornografia domestica non punibile. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la condanna con rinvio. I giudici hanno stabilito che, per configurare il reato, non basta la differenza di età, ma occorre dimostrare una reale utilizzazione della minore, ossia un condizionamento o uno sfruttamento della sua volontà. Nel caso specifico, la Corte d'Appello non ha valutato correttamente se il consenso fosse libero, basandosi su lettere vecchie e non collegate temporalmente ai video.
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Danni da animali: chi paga se il cane è di un altro?
Il proprietario di un gregge, danneggiato dall'attacco di un cane pastore, cita in giudizio il proprietario dell'animale. Quest'ultimo tenta di trasferire la colpa al proprio dipendente, custode di fatto del cane. La Corte di Cassazione, confermando le sentenze precedenti, stabilisce che la responsabilità per i danni da animali ricade su chi ne trae un'utilità, non sul mero custode. Il ricorso viene dichiarato inammissibile.
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Concorso reato emissione fatture: la Cassazione chiarisce
Un imprenditore, condannato per concorso nel reato di emissione fatture false (art. 8, D.Lgs. 74/2000) per aver istigato un'altra società a emettere un documento fittizio a favore della propria, ha visto respinto il suo ricorso in Cassazione. La difesa sosteneva che la semplice registrazione contabile della fattura ("avvalimento") attivasse la clausola di non punibilità dell'art. 9, escludendo il concorso. La Suprema Corte ha rigettato questa tesi, chiarendo che la norma si applica solo in caso di "utilizzazione" della fattura in dichiarazione fiscale, non per il semplice avvalimento. La condanna per il concorso reato emissione fatture è stata quindi confermata, mentre la sentenza è stata annullata con rinvio solo per la rideterminazione della pena, giudicata immotivata.
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