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Truffa Ai Caselli Autostradali

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Truffa ai caselli autostradali: pagare dopo non evita la pena
Un automobilista è stato condannato per il reato di truffa ai caselli autostradali per aver ripetutamente utilizzato la corsia riservata ai clienti Viacard pur essendo privo della relativa tessera, evitando così il pagamento del pedaggio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, che chiedeva di riqualificare il fatto come semplice insolvenza fraudolenta. I giudici hanno chiarito che l'accesso alla corsia riservata costituisce un vero e proprio raggiro idoneo a trarre in inganno la società autostradale. Inoltre, il fatto che l'automobilista avesse saldato i debiti in passato solo dopo la notifica dei verbali non esclude l'intenzione di frodare, ma anzi conferma la piena consapevolezza del comportamento illecito. L'automobilista perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Truffa ai caselli autostradali: sbarra su ma condanna penale
L'Automobilista è stata condannata per il reato di truffa per non aver pagato il pedaggio autostradale in più occasioni. La condotta consisteva nell'accodarsi alle vetture precedenti per superare la sbarra del casello senza pagare. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la truffa ai caselli autostradali si configura pienamente tramite questo espediente. Inoltre, la Suprema Corte ha negato l'attenuante del danno di speciale tenuità. Sebbene la valutazione del danno vada effettuata per ogni singolo transito e non cumulativamente, nel calcolo del pregiudizio economico rientrano anche le spese sostenute dalla società autostradale per individuare il trasgressore e recuperare le somme. Di conseguenza, l'imputata è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Truffa ai caselli autostradali: accodarsi per non pagare è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di truffa nei confronti di un automobilista che evitava sistematicamente di pagare il pedaggio autostradale. L'imputato utilizzava lo stratagemma di accodarsi velocemente alla vettura precedente per superare la sbarra prima della sua chiusura. La difesa chiedeva di riqualificare il fatto come insolvenza fraudolenta, un reato meno grave. I giudici hanno respinto la richiesta, chiarendo che il comportamento del conducente integra una vera e propria truffa ai caselli autostradali. L'atto di accodarsi costituisce infatti un vero e proprio raggiro idoneo a ingannare il sistema di controllo. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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