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Trait d'union

Definizione

Espressione francese che significa 'tratto d'unione'. In questo contesto, indica il ruolo di collegamento o mediatore svolto dall'imputato tra diversi esponenti del mondo criminale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: solo prove
Il caso riguarda un uomo condannato per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte d'Appello aveva ritenuto provata la sua partecipazione al gruppo criminale basandosi sui contatti con un altro imputato e sul presunto ruolo di intermediario con fornitori esteri. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato, stabilendo che semplici contatti sporadici o un singolo episodio di spaccio non bastano a dimostrare l'inserimento stabile in un'organizzazione criminale. I giudici di merito hanno utilizzato semplici sospetti e probabilità anziché prove solide. Per questo motivo, la Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente al reato associativo, disponendo un nuovo processo per rivalutare la posizione dell'imputato.
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Presunzione di pericolosità mafiosa: non basta trasferirsi al Nord
Un indagato per associazione mafiosa, sottoposto a custodia in carcere, ha chiesto una misura meno grave sostenendo che il suo trasferimento in un'altra regione e la vigilanza di familiari nelle forze dell'ordine avessero neutralizzato la sua pericolosità. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave sulla presunzione di pericolosità mafiosa. Per i clan storici e radicati, il semplice allontanamento geografico non è sufficiente a dimostrare un taglio netto e irreversibile dei legami. La Corte ha ritenuto che il vincolo con l'organizzazione criminale fosse ancora attivo, confermando la necessità della detenzione in carcere per proteggere la collettività.
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Concorso esterno avvocato: i confini della difesa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un avvocato per concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza chiarisce che il professionista che, superando i limiti del mandato difensivo, fornisce un contributo concreto alla vita dell'associazione, come veicolare messaggi dal carcere per conto di un boss, si rende responsabile del reato. Il caso in esame distingue nettamente la legittima assistenza legale dalla complicità, definendo i criteri per il concorso esterno dell'avvocato nel reato associativo.
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