LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Termine Per Il Ricorso In Cassazione

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 82 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 96% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Inammissibile 96%
  • Altro 4%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 744%
  • Penale Sez. 631%
  • Penale Sez. 225%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 20852/2018in 3 provvedimenti
  • Cass. 1585/2023in 3 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Termini per il ricorso per cassazione: il ritardo costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione presentata da un cittadino contro una condanna di secondo grado per mancato rispetto dei termini per il ricorso per cassazione. La sentenza della Corte di Appello era stata depositata nei tempi fissati dal giudice. Il ricorrente ha depositato il ricorso a fine ottobre, superando abbondantemente il termine di quarantacinque giorni previsto dalla legge processuale penale. Tale ritardo ha superato anche l'ulteriore proroga di quindici giorni concessa all'imputato giudicato in assenza. A causa del deposito tardivo, la Suprema Corte ha respinto il ricorso senza esaminarne i motivi, condannando l'interessato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Termini per il ricorso per cassazione: deposito tardivo fatale
La Corte d'appello aveva ridotto la pena inflitta a un imputato per violazione delle prescrizioni sulle misure di prevenzione antimafia. L'uomo ha impugnato la pronuncia dinanzi alla Corte di Cassazione, ma ha depositato il gravame in ritardo. I giudici di secondo grado avevano fissato un termine di trenta giorni per il deposito della motivazione, depositandola ritualmente. Da quel momento decorreva il periodo perentorio di quarantacinque giorni per proporre ricorso. Il difensore ha depositato l'atto quattro giorni dopo la scadenza del termine. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa del mancato rispetto dei termini per il ricorso per cassazione. L'imputato ha perso ogni possibilità di riforma della sentenza penale ed è stato condannato al pagamento delle spese legali, oltre al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende per aver causato colpevolmente l'inammissibilità.
Continua »
Scadenze violate e rigetto nei termini per il ricorso in Cassazione
Un cittadino straniero ha richiesto il riconoscimento dello status di rifugiato e la protezione sussidiaria o umanitaria. La Corte di Appello ha respinto l'istanza con sentenza pubblicata a luglio 2018. Il richiedente ha presentato ricorso alla Suprema Corte oltre la scadenza dei sei mesi previsti dalla legge, calcolando la sospensione feriale estiva. La notifica via posta elettronica certificata è avvenuta quattro giorni dopo il termine ultimo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione per mancato rispetto dei termini per il ricorso in Cassazione. Il Ministero dell'Interno non si è costituito in giudizio. Il ricorrente ha subito il rigetto definitivo della domanda e la condanna al raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Termine per il ricorso in Cassazione: il ritardo costa caro
Una cittadina ha richiesto un indennizzo economico contro il Ministero della Giustizia a causa dell'eccessiva durata di un precedente processo civile. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta. La ricorrente ha quindi presentato ricorso alla Suprema Corte. I giudici hanno respinto l'istanza senza esaminare i fatti perché la parte ha superato il termine per il ricorso in Cassazione. La notifica telematica è partita oltre i sei mesi consentiti dalla legge, pure considerando la pausa feriale estiva. La cittadina ha perso la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Termine per ricorso in Cassazione: stop all’Agenzia delle Entrate
L'Agenzia delle Entrate contestava a una contribuente la detrazione IVA per l'acquisto di un terreno edificabile destinato a coltivazione agricola. I giudici di appello davano ragione alla contribuente, riconoscendo l'inerenza del bene. La contribuente notificava all'Ufficio un ricorso per revocazione sulla pronuncia di secondo grado. Successivamente, l'Agenzia proponeva ricorso per cassazione oltre sessanta giorni dopo tale notifica. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia: la notifica della revocazione fa scattare il termine per ricorso in Cassazione di sessanta giorni per entrambe le parti. L'Amministrazione finanziaria esce sconfitta e deve pagare le spese di lite.
Continua »
Termini per il ricorso per cassazione: ricorso via PEC fuori tempo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione presentata da un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice di appello ha pronunciato la sentenza concedendo il termine ordinario di quindici giorni per il deposito della motivazione. L'imputato ha depositato il ricorso tramite posta elettronica certificata oltre la scadenza di trenta giorni prevista dalla legge processuale penale. Il mancato rispetto dei termini per il ricorso per cassazione ha comportato la decadenza immediata dall'impugnazione. I giudici supremi hanno applicato la procedura semplificata senza udienza e hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio, oltre a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Termini per il ricorso in Cassazione: il ritardo costa caro
Un imputato ha impugnato una sentenza penale di secondo grado oltre la scadenza di legge. La Corte di appello aveva fissato in trenta giorni il termine per redigere le motivazioni. Di conseguenza, la difesa doveva depositare l'atto entro i successivi quarantacinque giorni. Il deposito è avvenuto con un solo giorno di ritardo rispetto alla scadenza perentoria. La Corte di Cassazione ha applicato la procedura rapida e ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. Il mancato rispetto dei termini per il ricorso in Cassazione comporta conseguenze definitive sulla decisione impugnata. I giudici hanno respinto l'atto e condannato l'imputato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Termini per il ricorso in Cassazione: il ritardo costa caro
Tre imputati hanno presentato ricorso contro la sentenza emessa dalla Corte di Appello. La pronuncia di secondo grado aveva fissato in sessanta giorni il tempo per il deposito delle motivazioni. Il giudice ha depositato la sentenza nei tempi previsti dalla legge. Gli imputati non dovevano ricevere alcuna notifica formale, poiché risultavano presenti o regolarmente dichiarati assenti alla lettura del dispositivo. I termini per il ricorso in Cassazione sono dunque scaduti senza che l'atto venisse tempestivamente depositato. La difesa ha depositato l'impugnazione con diverse settimane di ritardo rispetto alla scadenza legale. I Giudici di legittimità hanno pertanto dichiarato i ricorsi inammissibili per tardività, condannando ciascun ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Termine per il ricorso in cassazione: la tardività che condanna
L'Imputato, condannato per rapina pluriaggravata, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione tramite il proprio difensore. L'impugnazione contestava vari aspetti del processo, tra cui una rogatoria estera e la qualificazione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per il mancato rispetto del termine per il ricorso in cassazione. Il giudizio di appello si era svolto con trattazione cartolare senza richiesta di udienza partecipata. Pertanto, l'Imputato non poteva considerarsi giudicato in assenza e non aveva diritto al termine allungato di quindici giorni. Di conseguenza, l'impugnazione è risultata tardiva, e la Corte ha condannato l'Imputato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Termine per ricorso in cassazione: l’invio tardivo costa caro
Il Condannato ha impugnato un'ordinanza del Tribunale di sorveglianza inoltrando il ricorso tramite il proprio avvocato. La notifica del provvedimento era avvenuta entro il ventiquattro gennaio. La legge fissa il termine per ricorso in cassazione in quindici giorni. Considerato che il quindicesimo giorno cadeva di domenica, il limite massimo è slittato al lunedì nove febbraio. Il legali ha invece inviato la dichiarazione via PEC soltanto il dodici febbraio. La Corte di Cassazione ha riscontrato il ritardo e ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per tardività. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Termini per il ricorso in Cassazione: un ritardo blocca la difesa
Un cittadino si è opposto alla decisione dei giudici territoriali che avevano disposto la sua consegna a uno Stato estero in esecuzione di un mandato di arresto. L'interessato e il suo legale hanno presentato un'impugnazione alla Suprema Corte per bloccare il provvedimento. Tuttavia, il deposito dell'atto è avvenuto oltre i quindici giorni stabiliti dalla legge dalla notifica della sentenza. La Corte di Cassazione ha chiarito che i termini per il ricorso in Cassazione hanno natura perentoria e non possono essere superati. Conseguentemente, i giudici hanno dichiarato inammissibile la richiesta per tardività. L'interessato è stato quindi condannato al pagamento delle spese del processo e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende, confermando l'esecutività della decisione precedente.
Continua »
Termine per il ricorso in Cassazione: chi ritarda paga le spese
Un agente commerciale ha promosso causa contro la società preponente per ottenere provvigioni arretrate e indennità di fine rapporto. Dopo il giudizio d'appello, l'agente ha impugnato la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione. Tuttavia, la notifica dell'impugnazione è avvenuta ben oltre il termine per il ricorso in Cassazione di sessanta giorni dalla notifica della sentenza di secondo grado via PEC. Anche calcolando la sospensione straordinaria dei termini processuali prevista durante l'emergenza pandemica, la scadenza massima era fissata al 9 giugno 2020, mentre il ricorso è stato notificato solo a ottobre 2020. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, condannando l'agente al pagamento delle spese legali e al raddoppio del contributo unificato in favore della preponente.
Continua »
Termini per il ricorso in Cassazione: ricorso tardivo e sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte di Appello. I giudici hanno rilevato il mancato rispetto dei termini per il ricorso in Cassazione. La sentenza impugnata prevedeva novanta giorni per il deposito delle motivazioni, scaduti alla fine di settembre. La difesa doveva proporre l'impugnazione entro sessanta giorni da tale scadenza, cioè entro la fine di novembre. Il deposito del ricorso è avvenuto invece a metà dicembre, quando la facoltà di impugnare era ormai decaduta. I Supremi Giudici hanno respinto l'atto senza udienza e hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Termini per il ricorso per cassazione: ricorso tardivo respinto
L'Imputato, condannato per violazioni sulla normativa del reddito di cittadinanza, ha impugnato la sentenza della Corte di Appello. I giudici di secondo grado avevano depositato la motivazione contestualmente alla pronuncia del dispositivo. La difesa ha notificato l'impugnazione dopo la scadenza del limite legale di quindici giorni. La Corte di Cassazione ha accertato il mancato rispetto dei termini per il ricorso per cassazione e ha dichiarato l'inammissibilità dell'atto. La tardività ha impedito l'esame dei motivi difensivi, rendendo definitiva la condanna penale e disponendo il versamento di spese processuali e di una sanzione di tremila euro.
Continua »
Termini per il ricorso in Cassazione e ricettazione: atto nullo
L'Imputato subisce una condanna per il reato di ricettazione dopo il ritrovamento di una bicicletta rubata in suo possesso. La difesa propone impugnazione per contestare la qualificazione del reato e invocare la particolare tenuità del fatto. Tuttavia, il deposito dell'atto avviene oltre la scadenza prevista dalla legge. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del gravame per il mancato rispetto dei termini per il ricorso in Cassazione. L'Imputato perde definitivamente la possibilità di far rivalutare la propria posizione nel merito e subisce la condanna al pagamento delle spese legali, oltre al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Termini per il ricorso per cassazione: ricorso tardivo respinto
La Corte di Appello ha riformato l'assoluzione di primo grado e ha condannato l'imputato a oltre due anni di reclusione. Il condannato ha presentato ricorso per contestare la decisione dei giudici di secondo grado. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l'atto per il mancato rispetto dei termini per il ricorso per cassazione. La Corte di Appello aveva depositato tempestivamente le motivazioni della sentenza prima della pausa estiva. Il termine di quarantacinque giorni per impugnare ha iniziato a decorrere il primo settembre, subito dopo la fine della sospensione feriale. La difesa ha depositato l'atto solo a metà ottobre, superando ampiamente il limite consentito. Il ricorrente ha subito la condanna al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla cassa delle ammende.
Continua »
Termine per ricorso in Cassazione: notifica tardiva e condanna
Una lavoratrice ha richiesto il pagamento di presunte differenze retributive nei confronti del proprio datore di lavoro. I giudici di merito hanno respinto integralmente la domanda sia in primo grado sia in appello. La lavoratrice ha quindi presentato impugnazione dinanzi alla Corte di Cassazione tramite notifica a mezzo PEC. I Supremi Giudici hanno rilevato la violazione del termine per ricorso in Cassazione previsto dall'art. 327 c.p.c., pari a sei mesi dalla pubblicazione della sentenza. La notifica tardiva ha comportato l'inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, l'azienda ha vinto la causa e la ricorrente è stata condannata al rimborso delle spese legali e al raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Bancarotta: ricorso tardivo e condanna definitiva
L'imputato, condannato nei primi due gradi di giudizio per reati di bancarotta fraudolenta, documentale e occultamento o distruzione di documenti contabili, ha presentato impugnazione oltre i termini di legge. La Suprema Corte ha rilevato che il deposito dell'atto è avvenuto quasi un mese dopo la scadenza del termine di quarantacinque giorni decorrente dalla data fissata per il deposito delle motivazioni. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile senza formalità procedurali, rendendo definitiva la condanna penale inflitta nei gradi precedenti. A carico dell'imputato è stato inoltre disposto il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di quattromila euro in favore della Cassa delle ammende, per aver violato i termini per il ricorso in Cassazione.
Continua »
Termini per il ricorso in Cassazione: ricorso tardivo e sanzione
Un imputato condannato per evasione ha presentato impugnazione lamentando il mancato riconoscimento della continuazione con un furto aggravato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione a causa del mancato rispetto dei termini per il ricorso in Cassazione. La sentenza di appello era stata depositata nei tempi di legge e l'imputato, assente alla lettura, era formalmente rappresentato dal proprio difensore. Il termine di trenta giorni per impugnare scadeva a maggio, ma il deposito dell'atto è avvenuto oltre una settimana dopo la scadenza. I Supremi Giudici hanno rigettato il ricorso senza esaminare i motivi difensivi, confermando la condanna e imponendo al ricorrente il pagamento delle spese processuali insieme al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Termine per ricorso in Cassazione tra rigore e notifica tardiva
Una società creditrice ha impugnato una sentenza d'appello sfavorevole in tema di revocatoria e simulazione. Il creditore ha notificato l'atto oltre la scadenza naturale, sostenendo l'applicazione della vecchia sospensione feriale di 46 giorni per ben tre volte. Gli eredi controparti hanno eccepito la tardività dell'impugnazione. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per le sentenze pubblicate dopo il 2015, la sospensione feriale dura esclusivamente 31 giorni ad agosto. Inoltre, in un arco temporale di un anno, la pausa feriale interviene al massimo due volte. Poiché il termine per ricorso in Cassazione annuale con due sole sospensioni feriali da 31 giorni era scaduto a settembre 2019 e l'atto è stato notificato a dicembre 2019, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la definitiva vittoria degli eredi.
Continua »