L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a una società un avviso di accertamento per presunte operazioni inesistenti e IVA non dovuta, emettendo l'atto solo dodici giorni dopo la consegna del verbale di verifica. La legge impone tuttavia il rispetto del termine dilatorio avviso di accertamento di sessanta giorni, garantendo al contribuente la possibilità di difendersi prima della decisione finale. L'Ente ha giustificato la fretta adducendo l'imminente scadenza dei termini per l'accertamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice scadenza dei termini non costituisce un'urgenza valida se dipende da ritardi organizzativi interni del Fisco. Di conseguenza, i giudici hanno annullato integralmente l'atto impositivo e condannato l'Amministrazione al pagamento di tutte le spese di lite nei tre gradi di giudizio, confermando la piena vittoria della società contribuente.
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