I gestori di una farmacia, un dipendente e alcune clienti sono stati condannati per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il sistema fraudolento prevedeva la richiesta di rimborso al Servizio Sanitario Nazionale per farmaci mai consegnati o sostituiti con prodotti non rimborsabili, applicando abusivamente le fustelle sulle ricette. La Corte di Cassazione ha analizzato la questione della sospensione della prescrizione in caso di rinvio dell'udienza dovuto all'astensione degli avvocati. Poiché una delle imputate si era opposta al rinvio chiedendo la separazione del proprio processo, la sospensione non si è applicata a lei. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato prescritti i reati commessi prima del marzo 2013 per un'imputata e prima del maggio 2013 per gli altri, confermando però la responsabilità penale per i fatti successivi e rinviando alla Corte d'Appello per ricalcolare le pene.
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