Un detenuto ha presentato ricorso lamentando di aver subito condizioni detentive inumane a causa dello spazio insufficiente in diverse carceri. La sua richiesta era stata solo parzialmente accolta. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il suo ricorso, dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno stabilito un principio importante: la valutazione delle condizioni detentive inumane non si basa solo sul calcolo matematico dei metri quadrati a disposizione. Bisogna considerare la situazione nel suo complesso, includendo fattori come la presenza di luce naturale, aerazione, riscaldamento e accesso all'acqua calda. Poiché il ricorso del detenuto era generico e non contestava specificamente questa valutazione complessiva, è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di una multa.
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