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Spazio pro capite

Definizione

La superficie minima calpestabile garantita a ogni singolo detenuto all'interno della cella per assicurare condizioni di vita dignitose.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spazio minimo pro capite in cella: no a sconti teorici
Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta di risarcimento di un detenuto per presunto sovraffollamento carcerario. Il calcolo dello spazio minimo pro capite, al netto di arredi fissi e letti a castello, superava infatti i tre metri quadrati. Il detenuto ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che si dovesse detrarre anche la superficie occupata da eventuali letti singoli inamovibili. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il ricorrente non ha dimostrato la presenza effettiva di letti singoli nella sua cella, formulando una contestazione puramente astratta. Di conseguenza, il detenuto perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Risarcimento per detenzione inumana: lo Stato perde in Cassazione
Il Ministero della Giustizia ha impugnato la decisione del Tribunale di Sorveglianza che riconosceva a un detenuto condannato all'ergastolo il risarcimento per detenzione inumana ai sensi dell'articolo 35-ter dell'ordinamento penitenziario. Il detenuto aveva subito una carcerazione in celle con uno spazio individuale inferiore a tre metri quadrati, o compreso tra tre e quattro metri quadrati senza adeguati fattori compensativi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero, confermando il diritto del detenuto a ricevere l'indennizzo monetario di oltre ventimila euro per i 2.602 giorni di detenzione trascorsi in condizioni degradanti e contrarie ai parametri della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
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Risarcimento detenzione inumana: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva un risarcimento per detenzione inumana. La decisione si fonda su due pilastri: il ricorso era generico e non contestava specificamente le motivazioni del giudice precedente; inoltre, le condizioni detentive, inclusi uno spazio pro capite superiore a 3 mq e una valutazione complessiva positiva, non superavano la soglia di sofferenza richiesta per configurare un trattamento contrario all'art. 3 CEDU. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Spazio vitale detenuto: la Cassazione decide sul ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che lamentava condizioni di detenzione inumane per lo spazio vitale ridotto. La Corte ha confermato che uno spazio pro capite tra 3 e 4 metri quadri non viola i diritti del detenuto se sono presenti adeguati fattori compensativi, come trascorrere almeno quattro ore al giorno fuori dalla cella per attività trattamentali, garantendo sufficiente libertà di movimento.
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