LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Spaccio Di Lieve Entità

Pagina 26 di 29

Provvedimenti

Spaccio di lieve entità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10086/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha chiarito che non si può configurare lo spaccio di lieve entità quando l'attività, pur non riguardando singole cessioni ingenti, è sistematica, organizzata e protratta nel tempo. Inoltre, ha confermato che il diniego delle attenuanti generiche può essere legittimamente motivato sulla base dei soli precedenti penali, se ritenuti preponderanti.
Continua »
Spaccio lieve entità: quando il quantitativo lo esclude
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8487/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di quasi 4 kg di hashish. La Corte ha stabilito che un quantitativo così ingente, idoneo a confezionare oltre 18.000 dosi, è un elemento che di per sé dimostra una notevole potenzialità diffusiva dell'attività di spaccio, impedendo di qualificare il reato come spaccio di lieve entità, previsto dall'art. 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990.
Continua »
Spaccio lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8243/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando che l'ipotesi di spaccio di lieve entità non è applicabile quando l'attività illecita è continua, organizzata e protratta nel tempo, anche se in modo rudimentale. La decisione sottolinea l'importanza di una valutazione complessiva di tutti gli indici sintomatici per determinare la gravità del fatto.
Continua »
Spaccio lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti, escludendo la qualifica di 'spaccio lieve entità'. La decisione si basa sulla valutazione complessiva dell'attività dell'imputato: il possesso di quasi 300 dosi di cocaina ed eroina, ingenti somme di denaro, sei telefoni cellulari, un bilancino di precisione e precedenti specifici. Questi elementi, secondo la Corte, dimostrano un'attività criminale strutturata e professionale, incompatibile con la fattispecie di lieve entità. È stata inoltre confermata la confisca dei cellulari come beni di provenienza non giustificata.
Continua »
Spaccio di lieve entità: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di lieve entità. L'uomo era stato trovato con 15 grammi di hashish e 100 euro in contanti. La Corte ha stabilito che il ricorso si basava su una mera rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e che gli indizi raccolti (quantità di droga, denaro, assenza di reddito) erano sufficienti a giustificare la condanna per spaccio, rendendo irrilevante la testimonianza di una potenziale acquirente.
Continua »
Spaccio lieve entità: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, il quale richiedeva il riconoscimento dell'ipotesi di spaccio di lieve entità. Il ricorso è stato giudicato generico e dilatorio, in quanto non contestava specificamente le ragioni che avevano portato i giudici di merito a escludere la lieve entità, basate sulla natura abituale dell'attività e sulla consistente disponibilità di droga. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della motivazione 'per relationem' adottata dalla Corte d'Appello.
Continua »
Spaccio di lieve entità: Cassazione nega la derubrica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che negava la qualificazione del reato come spaccio di lieve entità. La Corte ha ritenuto l'attività di spaccio strutturata e continuativa, basandosi su prove come le testimonianze dei clienti e il materiale per il confezionamento trovato, respingendo così la richiesta di derubricazione.
Continua »
Spaccio di lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per spaccio di cocaina. Viene confermato che la fattispecie di spaccio di lieve entità è correttamente esclusa in presenza di un'attività protratta nel tempo, con quantitativi complessivamente rilevanti e modalità professionali, elementi incompatibili con la minima offensività.
Continua »
Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 33 grammi di hashish. La Corte ha confermato che per escludere l'ipotesi di spaccio di lieve entità non si deve considerare solo il dato quantitativo, ma anche elementi indicativi di un'attività organizzata, come il possesso di bilancini di precisione e strumenti per il taglio della sostanza. La sentenza ribadisce anche l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso e l'impossibilità di sollevare questioni nuove in sede di legittimità.
Continua »
Spaccio di lieve entità: Cassazione e attenuanti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, che avevano escluso le attenuanti e la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, basandosi sul quantitativo di droga, le modalità di occultamento e i precedenti penali dell'imputato, che aveva commesso il reato durante la detenzione domiciliare.
Continua »
Spaccio di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte conferma la decisione di merito che aveva escluso la qualificazione del reato come spaccio di lieve entità, basandosi su elementi indicativi di professionalità quali il rilevante quantitativo, la diversa tipologia di droghe e le modalità operative. Viene inoltre confermata la mancata concessione delle attenuanti generiche e la confisca del denaro ritenuto provento del reato.
Continua »
Spaccio di lieve entità: la quantità non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di quasi 500 grammi di marijuana. La Corte ha stabilito che la qualificazione del reato come spaccio di lieve entità non può basarsi solo sulla quantità, ma richiede una valutazione complessiva che include la professionalità dell'attività e la capacità di diffusione della sostanza, elementi che nel caso di specie erano tali da escludere la minima offensività. Confermata anche la confisca del cellulare, in quanto strumento del reato.
Continua »
Spaccio lieve entità: Cassazione inammissibile ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per spaccio. La richiesta di qualificare il reato come spaccio lieve entità è stata respinta, in quanto le modalità organizzative (piazza di spaccio in casa con videosorveglianza) erano incompatibili con la minore gravità. È stata inoltre confermata la confisca del denaro, ritenuto ingiustificato dato lo stato di disoccupazione degli imputati.
Continua »
Spaccio di lieve entità: no se l’attività è organizzata
La Cassazione ha esaminato un caso di spaccio di droga a conduzione familiare. Ha rigettato la richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità, data l'organizzazione sistematica, il numero di episodi e il coinvolgimento di più persone. La Corte ha stabilito che la valutazione deve essere complessiva, considerando non solo le singole cessioni ma l'intera attività criminale.
Continua »
Spaccio lieve entità: la quantità non è tutto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47305/2024, ha respinto il ricorso di una donna condannata per spaccio di 30 grammi di marijuana. I giudici hanno chiarito che per qualificare lo spaccio di lieve entità non basta considerare la modesta quantità di droga. È necessaria una valutazione complessiva che tenga conto anche dell'organizzazione, come la disponibilità di più immobili e di materiale per il confezionamento (bilancini, taglierino), elementi che in questo caso indicavano una certa professionalità e premeditazione, incompatibili con la fattispecie della lieve entità.
Continua »
Spaccio di lieve entità: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati condannati per reati legati allo spaccio di stupefacenti. La Corte ha ribadito principi fondamentali in materia, tra cui l'incompatibilità del reato di spaccio di lieve entità con l'acquisto di ingenti quantitativi (un chilo). Inoltre, ha confermato che le intercettazioni telefoniche, se chiare e concordanti, costituiscono prova sufficiente senza necessità di riscontri esterni e che l'identificazione vocale da parte della polizia giudiziaria è un metodo valido. La sentenza ha anche validato la valutazione del giudice di merito sul diniego delle attenuanti generiche in presenza di precedenti penali significativi.
Continua »
Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, confermando che l'ipotesi di spaccio di lieve entità non è applicabile in presenza di una notevole quantità di droga (cocaina e marijuana), 164 dosi ricavabili, strumenti per il confezionamento e un'ingente somma di denaro. Tali elementi, secondo la Corte, dimostrano un'attività criminale consolidata e non occasionale.
Continua »
Spaccio lieve entità: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di quattro individui condannati per spaccio. Un procedimento è stato chiuso per il decesso dell'imputato, mentre due ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Per il quarto, la Corte ha rigettato la richiesta di qualificare il reato come spaccio di lieve entità, sottolineando che la valutazione deve considerare l'intera attività criminale, inclusa l'integrazione in una rete organizzata, e non solo le singole cessioni.
Continua »
Spaccio di lieve entità: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due individui condannati per spaccio di stupefacenti. La sentenza chiarisce che la qualificazione di spaccio di lieve entità è esclusa in presenza di indicatori di un'attività organizzata, come la disponibilità di un luogo di deposito per la droga, scorte consistenti e la collaborazione tra più spacciatori. Anche se le singole cessioni sono di modesta quantità, l'organizzazione complessiva dell'attività criminale è decisiva per la valutazione della gravità del reato.
Continua »
Spaccio lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, confermando la condanna per spaccio. La Corte ha stabilito che la qualifica di spaccio lieve entità è correttamente esclusa quando la quantità della sostanza (151 dosi), le modalità di confezionamento (64 involucri) e il grado di organizzazione indicano un'attività strutturata. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a riproporre questioni di fatto già valutate, senza evidenziare vizi logici nella motivazione della sentenza impugnata.
Continua »