Un soggetto ricorre in Cassazione sostenendo che il decreto di confisca dei suoi beni sia nullo perché depositato oltre il termine di legge. L'errore, secondo la difesa, risiede nel calcolo della sospensione dei termini procedurali introdotta per l'emergenza COVID-19. La Corte d'Appello aveva considerato un periodo di 98 giorni. La Cassazione, invece, corregge il calcolo, stabilendo che la sospensione corretta è di 64 giorni. Sulla base di questo ricalcolo, il decreto di confisca risulta depositato in tempo utile. Il ricorso viene quindi respinto e la confisca confermata, stabilendo un principio chiaro sul calcolo dei termini durante la pandemia.
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