L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un ex socio unico di una S.r.l., contestando un maggior reddito di partecipazione per l'anno 2016. Il contribuente aveva però ceduto le proprie quote ad aprile 2016, prima della chiusura dell'esercizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando l'annullamento dell'atto. I giudici hanno stabilito che, in caso di variazione della compagine sociale di una società a ristretta base, gli utili extracontabili vanno imputati esclusivamente a chi è socio al momento della chiusura dell'esercizio, e non al socio uscente. La maturazione del reddito non è infatti continua né frazionabile nel tempo.
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