Una società di distribuzione del gas, interamente partecipata da un ente pubblico, ha contestato l'obbligo di versare i contributi per il Fondo integrativo gas, sostenendo che la norma si applicasse solo a società private operanti in concessione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo sussiste anche per le società a capitale pubblico che operano tramite affidamento diretto (in-house). Secondo la Corte, il fattore determinante è la natura giuridica privata della società (S.p.A.), non la proprietà del suo capitale.
Continua »