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Servitù volontaria

Definizione

Servitù che nasce da un accordo tra le parti, da un testamento o, come in questo caso, dall'usucapione, senza un'imposizione da parte della legge o di un'autorità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Servitù di passaggio volontaria: muretto abusivo e risarcimento
Una società, titolare di una servitù di passaggio volontaria su un fondo vicino, ha citato in giudizio la società proprietaria per aver costruito un muretto in cemento che bloccava il transito. La proprietaria del fondo servente sosteneva che la servitù si fosse estinta poiché il fondo non era più intercluso e i proprietari utilizzavano un'altra strada. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la servitù di passaggio volontaria, a differenza di quella coattiva, non si estingue automaticamente con il venir meno dell'interclusione. Per la sua estinzione serve un atto scritto o il non uso ventennale. La società ricorrente è stata condannata anche al risarcimento dei danni.
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Usucapione servitù di elettrodotto: diritto acquisito senza permesso
Una proprietaria terriera chiede il risarcimento per i danni ai suoi alberi, causati da una società elettrica durante la manutenzione di un elettrodotto. La società si difende sostenendo di aver acquisito il diritto di passaggio tramite l'usucapione servitù di elettrodotto. La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale: per usucapire una servitù di elettrodotto non è necessaria una preventiva autorizzazione amministrativa. Questo tipo di servitù, nata dal possesso prolungato nel tempo, è considerata 'volontaria' e non 'coattiva'. Di conseguenza, la mancanza del provvedimento autorizzativo non impedisce l'acquisto del diritto. La Corte ha quindi accolto il ricorso della società elettrica, annullando la precedente decisione.
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Servitù Volontaria di Passaggio: non si cancella con nuova strada
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla servitù volontaria di passaggio. Il proprietario di un terreno chiedeva la cancellazione di una servitù concessa al vicino, sostenendo che non fosse più necessaria dato che il fondo del vicino aveva ora un nuovo accesso alla via pubblica. La Corte ha respinto la richiesta. Ha chiarito che una servitù volontaria di passaggio, nata da un contratto per semplice comodità e non per necessità legale (come un fondo intercluso), non si estingue automaticamente se la situazione cambia. L'accordo originale tra le parti resta valido e prevale sulle nuove circostanze. Di conseguenza, il proprietario che aveva concesso il passaggio ha perso la causa.
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Servitù coattiva: quando si presume e si estingue
La Corte di Cassazione chiarisce che una servitù di passaggio, anche se costituita con un contratto, si presume abbia natura di servitù coattiva se creata per ovviare all'interclusione di un fondo. Di conseguenza, tale servitù può essere estinta se l'interclusione cessa. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che si era limitata a constatare l'origine volontaria del diritto senza indagare sulla reale intenzione delle parti, stabilendo che spetta al giudice di merito verificare se l'accordo dimostri inequivocabilmente la volontà di sottoporsi al regime delle servitù volontarie, vincendo così la presunzione legale.
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