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Servitù non apparente

Definizione

Una servitù per il cui esercizio non esistono opere visibili e permanenti. Questo tipo di servitù non può essere acquistato per usucapione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Servitù di passaggio: stop all’uso senza titolo o opere
I proprietari di unità immobiliari hanno citato in giudizio il vicino per ottenere l'accertamento di una servitù di passaggio su una terrazza-ballatoio comune. Gli attori sostenevano che un vecchio atto di divisione del 1966 avesse costituito tale diritto o, in subordine, che la servitù fosse sorta per usucapione cinquantennale. La Suprema Corte ha confermato il rigetto della domanda. I giudici hanno chiarito che le clausole contrattuali generiche non bastano a creare un peso reale tra fondi. Inoltre, la presenza di semplici porte o cancellini a molla non integra quelle opere visibili e permanenti necessarie all'acquisto per usucapione di una servitù non apparente. Per aver insistito nel giudizio accelerato infondato, i ricorrenti hanno subito anche la condanna per lite temeraria.
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Servitù di luce: perché la tolleranza non diventa usucapione
I proprietari di un immobile hanno chiesto la chiusura di un'apertura sul muro perimetrale realizzata dal vicino, sostenendo l'inesistenza di una servitù di luce e veduta. La Corte d'Appello ha ordinato la chiusura dell'apertura poiché considerata luce irregolare e non modificabile a norma di legge. Il vicino ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il possesso di luci irregolari, in mancanza di un titolo e basato sulla semplice tolleranza, non consente l'acquisto per usucapione della relativa servitù di luce. Questo perché la servitù di aria e luce è una servitù negativa e non apparente, priva di segni visibili che dimostrino in modo univoco il peso sul fondo vicino. Di conseguenza, il proprietario dell'apertura irregolare perde la causa e deve chiuderla.
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Servitù di passaggio non apparente: il calpestio non crea diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che una servitù di passaggio non apparente non può essere acquisita per usucapione. Il caso riguardava un proprietario che pretendeva di aver maturato il diritto di passare sul terreno dei vicini per raggiungere un suo fondo non intercluso. I giudici hanno chiarito che, per l'usucapione di una servitù, sono necessarie opere visibili e permanenti destinate al suo esercizio, come una strada o dei gradoni. Un semplice sentiero creato dal calpestio non è sufficiente, in quanto configura una servitù di passaggio non apparente. La mera tolleranza del vicino non può mai trasformarsi in un diritto reale. Di conseguenza, il ricorso del proprietario è stato respinto.
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Servitù non apparente: quando il venditore è esente
Una società immobiliare ha acquistato un terreno scoprendo solo in seguito una servitù di metanodotto non dichiarata nell'atto. La società ha citato in giudizio il venditore e il notaio per ottenere un risarcimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la garanzia per servitù non apparente è esclusa quando il compratore era a conoscenza del vincolo. La Corte ha ritenuto che, nonostante la servitù non fosse tecnicamente 'apparente', l'acquirente (una società esperta del settore) aveva a disposizione numerosi elementi (documenti urbanistici, segnaletica, vicinanza a impianti) per conoscere l'esistenza della servitù, escludendo così la responsabilità del venditore e del notaio.
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Diritto di servitù di passaggio: la prova è decisiva
Il Tribunale di Milano ha rigettato la domanda di un proprietario terriero che chiedeva il riconoscimento di un diritto di servitù di passaggio su un fondo confinante. La corte ha stabilito che i titoli di acquisto non provavano l'esistenza della servitù, non sussistevano i requisiti per l'usucapione e non era possibile costituire una servitù coattiva, in quanto il fondo non era assolutamente intercluso e la via richiesta non rappresentava la soluzione meno pregiudizievole per il fondo servente.
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