L'Imputata veniva condannata per il reato di spendita di monete false senza concerto. Successivamente, proponeva ricorso in Cassazione lamentando l'avvenuta prescrizione del reato prima della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che, per questo specifico reato, il termine di prescrizione ordinario è di otto anni, che sale a dieci anni in presenza di atti interruttivi. Poiché i fatti risalivano a fine gennaio 2007, la prescrizione del reato non si era ancora compiuta al momento della sentenza di secondo grado nel luglio 2016. Di conseguenza, l'imputata perde la causa e viene condannata anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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