LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Scriminante — Anno 2025

Pagina 4 di 5

Altri anni per Scriminante

Provvedimenti

Ricorso per legittima difesa: quando è inammissibile
Due individui, condannati per lesioni personali aggravate, hanno presentato ricorso in Cassazione sostenendo di aver agito per legittima difesa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per legittima difesa inammissibile, poiché i motivi presentati erano una mera riproposizione di questioni di fatto già correttamente valutate e respinte nei precedenti gradi di giudizio. La Corte ha confermato che la valutazione dei giudici di merito, che avevano escluso la scriminante per sproporzione e non inevitabilità della reazione, era adeguatamente motivata.
Continua »
Spaccio per necessità: non è stato di necessità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8739/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ribadito che lo 'spaccio per necessità', motivato da uno stato di indigenza, non costituisce una valida causa di giustificazione (stato di necessità), poiché esistono alternative lecite per far fronte al bisogno economico.
Continua »
Stato di necessità: no alla scriminante per occupazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per l'occupazione abusiva di un immobile. La Corte ribadisce che per invocare lo stato di necessità non è sufficiente una generica esigenza abitativa, ma è necessario provare un pericolo attuale e grave alla persona, requisiti non dimostrati nel caso di specie. L'ordinanza sottolinea come la mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello renda il ricorso non specifico e quindi inammissibile.
Continua »
Occupazione abusiva: stato di necessità? Cassazione
Due persone ricorrono in Cassazione contro una condanna per occupazione abusiva di un immobile. Una delle ricorrenti invoca lo stato di necessità per esigenze abitative e la particolare tenuità del fatto. La Corte Suprema dichiara i ricorsi inammissibili, chiarendo che lo stato di necessità richiede un pericolo attuale e inevitabile, non una generica difficoltà abitativa. Inoltre, la tenuità del fatto non è applicabile se la condotta illecita, come l'occupazione, è ancora in corso.
Continua »
Registrazione conversazione collega e diritto di difesa
Una dottoressa riceve una sanzione disciplinare dal suo Ordine professionale per aver effettuato la registrazione di una conversazione con un collega senza autorizzazione. La professionista si è difesa sostenendo che la registrazione era necessaria per tutelare i propri diritti in un procedimento penale. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che il diritto di difesa prevale sulla violazione della privacy, rendendo lecita la registrazione se finalizzata a raccogliere prove per un giudizio.
Continua »
Truffa contrattuale online: la condanna è certa
Un soggetto è stato condannato per truffa contrattuale dopo aver venduto un pacchetto vacanza online senza mai consegnare i biglietti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso dell'imputato che quello della parte civile, confermando la condanna e ribadendo principi consolidati in materia di truffe su internet e di limiti all'impugnazione.
Continua »
Reazione ad atto arbitrario: quando è legittima?
La Corte di Cassazione analizza un caso di resistenza a pubblico ufficiale, chiarendo i limiti della scriminante della reazione ad atto arbitrario. Un uomo aveva reagito con violenza all'intervento dei carabinieri, entrati in casa per sedare una lite. La Corte ha stabilito che l'intervento, svolto a scopo preventivo e senza compiere perquisizioni, non costituiva un atto arbitrario, annullando così la decisione del Tribunale che non aveva convalidato l'arresto.
Continua »
Occupazione abusiva: reato permanente e condanna
Una donna, condannata per una prolungata occupazione abusiva, ha presentato ricorso in Cassazione invocando il principio del 'ne bis in idem' (divieto di essere processati due volte per lo stesso fatto) a causa di una precedente condanna. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'occupazione abusiva è un reato permanente. Di conseguenza, la prosecuzione della condotta illecita dopo la prima sentenza costituisce un nuovo e distinto reato, al quale si applica la legge in vigore al momento della cessazione dell'illecito, anche se più severa.
Continua »
Pena pecuniaria sostitutiva e precedenti penali
La Corte di Cassazione ha stabilito che un precedente penale specifico non è, da solo, motivo sufficiente per negare la conversione di una pena detentiva in una pena pecuniaria sostitutiva. Analizzando il caso di un uomo condannato per guida senza patente sotto misura di prevenzione, la Corte ha annullato la decisione di merito, specificando che il diniego deve basarsi su una prognosi negativa concreta e motivata circa l'inefficacia rieducativa della sanzione alternativa, non solo sulla passata condotta del reo.
Continua »
Diffamazione a mezzo stampa: prescrizione e rinvio
Una giornalista, condannata per diffamazione a mezzo stampa a causa di un articolo su presunti illeciti in appalti pubblici, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il reato estinto per prescrizione, ma, accogliendo il motivo di ricorso sul diritto di critica, annulla la sentenza anche agli effetti civili. Il caso viene rinviato a un giudice civile per una nuova valutazione sulla richiesta di risarcimento danni, dimostrando come l'estinzione penale non cancelli automaticamente le conseguenze civili.
Continua »
Abuso edilizio: quando non vale lo stato di necessità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per abuso edilizio. L'imputato sosteneva di aver agito in stato di necessità per risolvere problemi di infiltrazioni d'acqua. La Corte ha stabilito che lo stato di necessità richiede la prova rigorosa di un pericolo grave, attuale e non altrimenti evitabile, prova che l'imputato non ha fornito. Inoltre, la Corte ha escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto, considerando la pluralità di violazioni (edilizie, sismiche e paesaggistiche) e le dimensioni dell'opera (25 mq), che non potevano essere considerate di modesta entità.
Continua »
Legittima difesa domiciliare: i limiti della reazione
Un uomo, scoprendo due intrusi in casa, li ha accoltellati mentre fuggivano, uccidendone uno. La Cassazione ha negato la legittima difesa domiciliare, confermando la misura cautelare. La Corte ha stabilito che, essendo i ladri in fuga, mancava il requisito dell'attualità del pericolo, configurando la reazione come un'aggressione deliberata e non una difesa necessaria.
Continua »
Diritto di critica: assolto per diffamazione su Facebook
Un consigliere comunale, accusato di aggressione dal Vicesindaco, ha reagito su Facebook definendo la denuncia una "ritorsione personale" legata a precedenti dissidi politici. La Corte di Cassazione ha confermato la sua assoluzione, stabilendo che le sue affermazioni rientrano nel legittimo esercizio del diritto di critica, in quanto rappresentano una reazione difensiva in un contesto di interesse pubblico, rispettando i principi di pertinenza e continenza.
Continua »
Interesse ad impugnare: no se occupi l’immobile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto interesse ad impugnare, poiché l'individuo occupava abusivamente l'immobile e non vantava alcuna posizione giuridica tutelata che gli desse diritto alla restituzione del bene in caso di annullamento del sequestro.
Continua »
Stato di necessità: quando è giustificato il furto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per furto aggravato. L'imputato invocava lo stato di necessità a causa delle sue condizioni di salute, ma la Corte ha stabilito che la difesa non è valida se esistono alternative lecite, come chiedere aiuto a familiari o al personale sanitario, per evitare il pericolo.
Continua »
Ricorso inammissibile per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due persone condannate per evasione. Il ricorso inammissibile è stato rigettato perché i motivi erano una mera ripetizione di quanto già presentato in appello e manifestamente infondati. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare né la causa di non punibilità per tenuità del fatto né le attenuanti generiche, a causa dei precedenti penali degli imputati e della gravità complessiva del reato.
Continua »
Stato di necessità: quando non giustifica l’occupazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per occupazione di un immobile. Viene ribadito che lo stato di necessità non può giustificare una situazione abitativa illegale e permanente, soprattutto in presenza di alternative di assistenza sociale. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della decisione di subordinare la sospensione condizionale della pena al rilascio dell'immobile, in quanto misura volta a eliminare le conseguenze del reato.
Continua »
Omesso versamento contributi: no scusa il concordato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore per omesso versamento contributi previdenziali, chiarendo che la presentazione di una domanda di concordato preventivo non costituisce di per sé una causa di giustificazione. La responsabilità penale viene meno solo in presenza di un esplicito provvedimento del tribunale che vieti il pagamento. Inoltre, la crisi di liquidità aziendale non è considerata una causa di forza maggiore idonea a escludere il reato.
Continua »
Stato di necessità: quando giustifica l’occupazione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due persone condannate per occupazione abusiva di immobile. La Corte ribadisce che lo stato di necessità non può essere invocato per risolvere un'esigenza abitativa cronica, ma solo per un pericolo attuale e transitorio. Viene inoltre confermata la legittimità di una pena differenziata tra i due imputati, basata sulla diversa capacità a delinquere desumibile dai precedenti penali.
Continua »
Occupazione abusiva: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre persone condannate per occupazione abusiva di un immobile. I motivi, basati sul presunto stato di abbandono dell'edificio e sullo stato di necessità, sono stati respinti. Il primo è stato ritenuto una mera ripetizione di argomenti già esaminati, mentre la scriminante dello stato di necessità non è stata provata con elementi specifici riferibili ai ricorrenti. La Corte ha quindi confermato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »