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Scorrimento Graduatoria Concorso Pubblico

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Scorrimento graduatoria concorso pubblico: diritto negato se il posto è già coperto
Un Lavoratore, idoneo in una selezione interna per un posto di operatore tecnico, non viene assunto nonostante la vincitrice sia stata destinata a mansioni diverse. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il suo diritto all'inquadramento. La Corte di Cassazione, invece, ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che le dichiarazioni rese in un tentativo di conciliazione non hanno automaticamente valore confessorio. Inoltre, ha stabilito che l'assegnazione di mansioni diverse al vincitore non rende il posto vacante per lo **scorrimento graduatoria concorso pubblico** a favore di altri idonei. Lo scorrimento è una scelta discrezionale dell'ente, possibile solo se i posti restano scoperti per rinuncia o decadenza dei vincitori. L'Azienda ha vinto, e la causa tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Scorrimento Graduatoria: Amministrazione sceglie, Giudice Civile decide
Alcuni candidati, risultati idonei ma non vincitori in un concorso pubblico, hanno fatto causa a un'Amministrazione Pubblica. L'Ente aveva deciso di coprire nuovi posti vacanti utilizzando esclusivamente la graduatoria di una selezione interna, ignorando quella del concorso esterno. La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sullo scorrimento graduatoria concorso pubblico: nel momento in cui l'Amministrazione decide di assumere attingendo da una graduatoria, la pretesa del candidato idoneo si trasforma in un vero e proprio diritto all'assunzione. Di conseguenza, la competenza a decidere la controversia non è del giudice amministrativo, ma del giudice civile ordinario. I candidati hanno quindi vinto la battaglia sulla giurisdizione.
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Scorrimento Graduatoria: No all’Assunzione se il Ricorso è Oscuro
Una candidata ha richiesto l'assunzione presso un'Azienda Ospedaliera tramite lo scorrimento graduatoria concorso pubblico. La sua domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile per mancanza di chiarezza e specificità. La candidata ha allora tentato un'ultima via, il ricorso per revocazione, sostenendo che i giudici avessero commesso un errore di fatto. La Cassazione ha respinto anche questo ultimo tentativo, confermando che non vi fu alcun errore, ma che il ricorso originale era semplicemente formulato male. La richiesta della candidata è stata quindi definitivamente negata per motivi procedurali.
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