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Scorrimento Della Graduatoria

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Provvedimenti

Scorrimento graduatoria: quando non è un diritto
Un dirigente biologo, già assunto a tempo determinato da una graduatoria, ha citato in giudizio l'Azienda Sanitaria per non aver continuato con lo scorrimento della graduatoria, preferendo indire un nuovo concorso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la pretesa del lavoratore non configura un diritto soggettivo all'assunzione, ma un interesse legittimo. La decisione della P.A. di bandire un nuovo concorso è un atto amministrativo che il giudice ordinario non può annullare, ma solo disapplicare se lede un diritto soggettivo, cosa che in questo caso non sussiste.
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Scorrimento graduatorie: stop da una nuova legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento di una graduatoria di un concorso pubblico interno non è un diritto acquisito. Se una nuova legge (ius superveniens) interviene prima che l'amministrazione decida di utilizzare la graduatoria, modificando le regole per le progressioni di carriera, questa prevale. Nel caso specifico, un dipendente ministeriale si è visto negare la promozione perché il d.lgs. 150/2009 ha limitato le progressioni verticali interne, rendendo illegittimo lo scorrimento della graduatoria del concorso bandito nel 2007.
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Appalti settori speciali: obblighi di progettazione
La Cassazione chiarisce la disciplina degli appalti settori speciali, confermando che l'appaltatore può essere contrattualmente obbligato a redigere una parte della progettazione esecutiva. Nel caso di specie, la mancata elaborazione del progetto per trivellazioni specialistiche ha legittimato la risoluzione del contratto per inadempimento e l'azzeramento del credito dell'impresa tramite compensazione con i danni subiti dalla committente.
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Scorrimento graduatorie: stop a progressioni interne
La Corte di Cassazione ha stabilito che una pubblica amministrazione non può procedere allo scorrimento di una graduatoria preesistente, derivante da una selezione per progressioni verticali riservata al solo personale interno, se una nuova legge (ius superveniens) impone per quelle posizioni il concorso pubblico. La decisione di procedere allo scorrimento è un atto nuovo che deve rispettare la normativa vigente al momento della sua adozione, anche se la graduatoria è stata formata in precedenza. Di conseguenza, il ricorso dei dipendenti è stato respinto.
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Scorrimento graduatorie interne: illegittimo dopo il 2009
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9240/2025, ha stabilito che lo scorrimento di graduatorie interne, derivanti da selezioni riservate esclusivamente al personale di un ente, è illegittimo a seguito della riforma introdotta dal D.Lgs. 150/2009. Tale normativa ha imposto il principio dell'adeguato accesso dall'esterno alle pubbliche amministrazioni, rendendo di fatto illegale l'utilizzo di graduatorie puramente interne per coprire nuovi posti, anche se antecedenti alla riforma stessa. La Corte ha respinto il ricorso di alcuni dipendenti, chiarendo che né le delibere amministrative locali né le leggi di proroga delle graduatorie pubbliche possono derogare a questo principio fondamentale.
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Danno comunitario: risarcimento per abuso contratti
La Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto al risarcimento per danno comunitario a una lavoratrice del settore sanitario per l'illegittima reiterazione di contratti a termine oltre il limite di 36 mesi. La Corte ha stabilito che la successiva assunzione a tempo indeterminato, avvenuta per scorrimento di una graduatoria concorsuale e non tramite una specifica procedura di stabilizzazione, non costituisce una misura riparatoria idonea a escludere il diritto al risarcimento del danno subito a causa dell'abuso.
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Scorrimento graduatoria: P.A. libera su nuove selezioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente pubblico non è obbligato a utilizzare lo scorrimento di una graduatoria esistente per le progressioni di carriera interne. Alcuni dipendenti, idonei in una selezione del 2008, avevano chiesto la promozione e l'accesso a una selezione superiore, ma la Corte ha confermato la legittimità della scelta dell'ente di indire una nuova procedura selettiva, in virtù del suo potere discrezionale.
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Scorrimento graduatoria: chi decide? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito la questione della giurisdizione in materia di scorrimento graduatoria nel pubblico impiego. Il caso riguardava alcuni candidati risultati idonei in un concorso pubblico che, anziché essere assunti, vedevano l'ente locale indire nuove procedure selettive interne. La Suprema Corte ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice amministrativo, e non a quello ordinario, quando la pretesa all'assunzione non si basa su un semplice diritto allo scorrimento, ma consegue alla contestazione delle scelte discrezionali e di macro-organizzazione della Pubblica Amministrazione, come l'indizione di nuovi concorsi. Tale contestazione investe l'esercizio del potere pubblico, tutelando una posizione di interesse legittimo.
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Scorrimento graduatoria: quando scatta l’obbligo di assunzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di autorizzazione da parte di un ente pubblico per trasformare un contratto a termine in indeterminato, utilizzando una graduatoria esistente, manifesta una volontà inequivocabile di assumere. Tale atto, seguito dall'autorizzazione, perfeziona una fattispecie complessa che fa sorgere il diritto del lavoratore all'assunzione a tempo indeterminato, anche se la richiesta è successiva all'assunzione a termine. La Corte ha cassato la precedente decisione d'appello che non aveva riconosciuto il valore vincolante di tale richiesta, ritenendola un atto decisivo nello scorrimento graduatoria.
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Incarico dirigenziale illegittimo: revoca e limiti
Un funzionario, idoneo in una graduatoria scaduta, ottiene un incarico dirigenziale illegittimo basato su una norma poi dichiarata incostituzionale. La Cassazione conferma la legittimità della revoca dell'incarico, in quanto nullo fin dall'origine, e nega il diritto allo scorrimento della graduatoria per via di un precedente giudicato amministrativo.
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Scorrimento graduatorie: nessun diritto all’assunzione
Una candidata idonea in una graduatoria pubblica ha citato in giudizio l'Amministrazione per non essere stata assunta, dato che i posti erano stati coperti con mobilità e incarichi ad interim. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che lo scorrimento delle graduatorie è una scelta discrezionale della P.A. e non un diritto soggettivo del candidato. La legge, inoltre, privilegia la mobilità rispetto allo scorrimento, e l'eventuale illegittimità di altre nomine non genera un automatico diritto all'assunzione.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Un candidato in un concorso pubblico ha citato in giudizio un'amministrazione per presunte irregolarità nell'assunzione di personale, che aveva scavalcato la graduatoria. Dopo essere stato sconfitto nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha rinunciato al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito e senza pronunciarsi sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: il caso si estingue in Cassazione
Una docente, idonea in un concorso del 2004, aveva fatto ricorso per ottenere l'assunzione a tempo indeterminato tramite scorrimento della graduatoria. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, essendo stata nel frattempo assunta, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, accertata la validità della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Scorrimento graduatorie: nessun diritto all’assunzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un candidato risultato idoneo in un concorso pubblico non vanta un diritto soggettivo automatico all'assunzione tramite lo scorrimento graduatorie. La Pubblica Amministrazione conserva un potere discrezionale nella scelta delle modalità di copertura dei posti vacanti, privilegiando spesso la mobilità. Anche l'eventuale illegittimità di nomine alternative non genera automaticamente il diritto al posto per l'idoneo, né un automatico diritto al risarcimento del danno, che richiede una prova rigorosa del nesso causale.
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Algoritmo supplenze: illegittimo escludere docenti
Una docente con punteggio elevato è stata esclusa dalle nomine per le supplenze perché l'algoritmo supplenze ha interpretato la sua mancata assegnazione al primo turno come una rinuncia totale. Il Tribunale di Torino ha dichiarato illegittima questa interpretazione, affermando che la rinuncia vale solo per le sedi non indicate come preferenza. La Corte ha quindi riconosciuto il diritto della docente all'incarico e al relativo risarcimento del danno.
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