Il Legale Rappresentante di una residenza psichiatrica era stato condannato per lo scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione nella fognatura pubblica. La difesa ha impugnato la decisione, sostenendo che i reflui della struttura, priva di laboratori sanitari e con servizi mensa esternalizzati, derivassero solo dal metabolismo umano e fossero quindi classificabili come domestici. La Corte di Cassazione ha rilevato che la motivazione del giudice di merito era carente nel qualificare la natura industriale dello scarico. Tuttavia, poiché il ricorso non era manifestamente infondato e nel frattempo è decorso il tempo massimo previsto dalla legge, la Suprema Corte ha annullato la condanna senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato.
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