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Sanzioni Tributarie Più Favorevoli

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Capitali Esteri Non Dichiarati: Sanzioni Tributarie Più Favorevoli dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Contribuente contro l'Agenzia delle Entrate, che aveva accertato capitali esteri non dichiarati e irrogato sanzioni. Il Contribuente contestava la legittimità dell'accertamento e l'applicazione delle sanzioni. La Suprema Corte ha confermato la validità dell'accertamento basato su dati esteri, ma ha accolto il motivo relativo all'applicazione delle **sanzioni tributarie più favorevoli**. Ha quindi cassato la sentenza impugnata, rinviando il caso alla Commissione Tributaria Regionale per ricalcolare le sanzioni secondo la normativa più recente e vantaggiosa.
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Sanzioni tributarie più favorevoli: tasse confermate ma multa ridotta
Una società di navigazione in fallimento ha impugnato un avviso di accertamento per il recupero di imposte non versate. La Cassazione ha respinto i motivi principali riguardanti la regolarità della notifica dell'atto e la durata delle verifiche fiscali presso la sede aziendale. Tuttavia, i giudici hanno accolto la richiesta di applicare le sanzioni tributarie più favorevoli introdotte da una riforma legislativa successiva all'avvio della causa. La Suprema Corte ha quindi annullato la decisione precedente limitatamente al calcolo delle sanzioni, ordinando al giudice di rinvio di rideterminarle al ribasso in base al principio del favor rei. Grazie a questo parziale accoglimento, la società ha evitato anche il pagamento del raddoppio del contributo unificato.
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Sanzioni tributarie più favorevoli: sconto ammesso su atto valido
Un'azienda di impianti elettrici ha impugnato un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi riguardanti il difetto di delega della firma e la mancanza di motivazione rafforzata dell'atto. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso sull'applicazione delle sanzioni tributarie più favorevoli. La Suprema Corte ha stabilito che, pur non applicandosi retroattivamente le sanzioni del 2024 a causa di una specifica norma transitoria legittima, deve comunque trovare applicazione il principio del favor rei per le sanzioni introdotte nel 2015, in quanto più vantaggiose rispetto al passato. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte per ricalcolare l'importo dovuto dall'azienda.
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