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Ritenuta alla fonte a titolo d'imposta

Definizione

Un prelievo fiscale applicato direttamente da chi paga una somma (in questo caso, l'ente che gestisce il gioco). Questa tassa chiude definitivamente il debito fiscale su quella specifica vincita.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reddito di cittadinanza e vincite al gioco: conta il lordo
Un beneficiario del sussidio statale ha omesso di dichiarare gli importi vinti tramite piattaforme telematiche di scommesse. L'imputato sosteneva che il calcolo dovesse riguardare soltanto il guadagno effettivo netto, sottraendo le perdite e il denaro subito rigiocato. I giudici hanno respinto questa tesi e confermato la condanna penale. Nel rapporto tra Reddito di cittadinanza e vincite al gioco, conta il valore lordo accreditato sul conto gioco. Il semplice accredito costituisce un incremento patrimoniale autonomo, a prescindere dal successivo prelievo o dall'azzeramento del saldo con nuove puntate. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, condannandolo anche alle spese in favore dell'ente previdenziale.
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Accertamento sintetico: la prova sui redditi esenti
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente maggiori imposte tramite un accertamento sintetico basato sulle spese sostenute. I giudici di secondo grado hanno accolto le ragioni del cittadino, ritenendo sufficiente la dimostrazione bancaria di incassi da cedole e disinvestimenti per oltre 470.000 euro già tassati. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco, annullando la decisione. Secondo i giudici di legittimità, il contribuente non deve solo provare di aver incassato somme esenti o già tassate. Egli deve dimostrare la durata del possesso senza interruzioni temporali e il collegamento effettivo tra tali disponibilità economiche e le specifiche spese contestate.
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Reddito di cittadinanza e vincite da gioco: condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di un cittadino che aveva omesso di dichiarare vincite da gioco per oltre 250.000 euro nella domanda per il Reddito di Cittadinanza, ottenendo indebitamente circa 20.000 euro di sussidio. La sentenza stabilisce un principio chiaro: il rapporto tra Reddito di cittadinanza e vincite da gioco impone sempre la loro dichiarazione. Anche se le vincite sono già state tassate alla fonte, esse concorrono a formare il reddito del nucleo familiare rilevante per l'accesso al beneficio. L'omissione integra quindi il reato previsto dalla legge. Il ricorso del cittadino è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Vincite al gioco: quando sono tassabili in Italia?
Un giocatore professionista di poker ha contestato l'imposizione fiscale sulle sue vincite ottenute in tornei all'estero. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, che aveva erroneamente qualificato le vincite da tornei 'live' come 'online'. La Corte ha ribadito che le vincite al gioco conseguite in casinò autorizzati nell'UE/SEE non sono tassabili in Italia, a differenza di quelle extra-UE. Ha chiarito che spetta al contribuente dimostrare la provenienza delle somme per beneficiare dell'esenzione, rinviando il caso per un nuovo esame di merito.
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