Una società si opponeva a un decreto di pagamento di un mutuo, sostenendo che gli interessi di mora fossero illegittimi. La questione centrale riguardava il corretto calcolo per determinare se fossero stati applicati interessi moratori usurari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il principio stabilito dalle Sezioni Unite: per verificare l'usura, il tasso soglia si calcola partendo dal TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio), aggiungendo la maggiorazione media per la mora (in questo caso 2,1%) e applicando poi l'aumento previsto dalla legge. Poiché con questo metodo il tasso applicato dalla banca risultava legittimo, la richiesta della società è stata respinta, stabilendo un criterio chiaro per la valutazione degli interessi di mora.
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